mercoledì 28 giugno 2017
31.08.2012 - VALERIO GAMBACORTA

Correndo tra le "dune" del deserto... Lorenzo Trincheri da Dolcedo

In esclusiva per Ponenteoggi abbiamo intervistato il fortissimo podista di Dolcedo. L’occasione per parlare della sua straordinaria esperienza alla “Marathon des Sables”, la più dura gara a tappe internazionale, corsa nel deserto del Sahara.

Ciao Lorenzo quest’anno è andata proprio bene alla Marathon des Sables, vero?

Si finalmente quest’anno alla mia quarta partecipazione è arrivato l’exploit. Ho partecipato a questa che, non a torto, viene considerata il mondiale delle gare a tappe nel deserto nel 2008, nel 2009, nel 2010 (quando purtroppo fui costretto al ritiro) e, appunto, nel 2011.

Con il team del “Gruppo Sportivo Roatta Chiusani” composto da me, da Marco Olmo (veterano delle gare “ultra” e della Marathon des Sables soprattutto avendone corse ben quattordici!) e da Filippo Salaris abbiamo centrato uno straordinario primo posto assoluto a “squadre”; portando quindi l’Italia al vertice di questa disciplina.

Pensare che anni fa venne allestito un “superteam” Telekom che, però, non riuscì a compiere l’impresa riuscita a noi.

Io ho chiuso al quinto posto assoluto. Anche questo rappresenta per me il miglior risultato.

Quando hai iniziato a correre Lorenzo?

Guarda io sono del 1970, i conti sono presto fatti…nel 1994. Allora fumavo parecchio. Poi cominciai a praticare mountain bike. Quindi venne il running. Di lì a poco feci la mia prima gara (la mezza maratona di Nizza). Chiusi in 1 ora e 32 minuti e la sera avevo dei dolori allucinanti; andare al cinema con un amica, ad Imperia, quella sera fu veramente dura! Ma il “salto” era compiuto.

Cosa ti ha spinto però nel 2008 a iscriverti alla “Marathon des Sables”(giunta quest’anno alla 26esima edizione n.d.r.)?

E’ sempre stata una gara che mi ha affascinato parecchio. Correvo e mi dicevo che un giorno mi sarei allineato alla griglia di partenza di questa gara “magica”. Perché è tale credimi. Non c’è paragone con la 100 km del Sahara per esempio. Lì c’è una dimensione molto più umana. La Marathon des Sables, invece, ti consuma, ti prosciuga…ti mette alla prova. Parliamo, infatti, di tappe lunghe, in media, tra i trenta e gli ottanta chilometri. Sei solo con te stesso o, al massimo, con gente di altri paesi che non conosci neppure. Viene messo in gioco il tuo spirito di adattamento giorno dopo giorno, tappa dopo tappa. Ogni anno, peraltro, cambiano i luoghi di gara. Quest’anno per esempio si è gareggiato nel deserto marocchino. In compenso ti regala sensazioni magiche e favolose. Di notte sembra di poter toccare il cielo con un dito, le stelle paiono vicine…il cielo è terso come qui da noi, invece, non lo è mai.

Capisci come qui da noi sia tutto “gonfiato”, “artefatto” al contrario di laggiù dove riesci a  recuperare una dimensione vera, sincera nel rapporto con te stesso e con gli altri.

Senza dimenticare gli scenari favolosi che ti si aprono davanti…Insomma il mal d'Africa esiste! Un pezzo di cuore resta sempre laggiù.

La gara viene corsa in autonomia lungo sei distinte tappe. Come e di che cosa vi alimentate?

Io ho fatto la scelta di alimentarmi con quelle creme ai cereali con cui vengono alimentati i bambini piccoli. Prendono poco spazio nello zaino e sono molto nutrienti. Non manca il parmigiano reggiano. L’organizzazione ci fornisce tre bottiglie d’acqua al giorno. Importantissimo verificare sempre il contenuto dello zaino che ti porti dietro: un accendino, un coltellino, un aspira veleno e un lanciarazzi (per segnalare la tua posizione in caso di pericolo). Queste la cose che non devono mai mancare nello zaino che è il tuo compagno di “vita” lungo le varie tappe. Lo zaino dei primi, infatti, viene controllato meticolosamente all’inizio di ogni tappa. Se tutto non è in regola scattano penalizzazioni.

Riesci a dormire tra una tappa e l’altra?

Poco molto poco. Un po’ la stanchezza, un po’ l’adrenalina e tanto stress. Dormi veramente poco insomma! Abbiamo dietro un “sacco a pelo” obbligatorio e lo zaino fa da cuscino.

Come sta procedendo la stagione al di là della Marathon des Sables?

Bene. Ho vinto due gare “ultra” (gare lo ricordiamo con un chilometraggio superiore ai cinquanta chilometri) come l’Ultrabericus nel vicentino (foto 3) e l’Ecomaratona di Monteforte nel veronese. Ora, con ogni probabilità, correrò la “Corsa del Monte Faudo” il tre Giugno ( 24,9 km con partenza dal Comune di Imperia ed arrivo ai 1.200 del Monte Faudo n.d.r.).

Salutiamo il popolare “Trink” con la promessa di vederci il vetta al Monte Faudo…sempre che lui non sia già sceso quando io sarò in procinto di arrivare…

Questa notte (ore 24.00) sul Italia Uno (programma "XXL") una troupe intervisterà il campione di Dolcedo.

Keep on running!

 

 

 

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