martedì 17 ottobre 2017
22.03.2012 - redazione

Esiste un "sistema Caltagirone"?

Guai dal Porto di Fiumicino che presenta analogie con la vicenda del Porto di Imperia

 

Secondo il quotidiano La Stampa, stamattina Invitalia, società del Ministero dell'Economia, ha chiesto e ottenuto la risoluzione del contratto d'appalto per i lavori assegnati (anche qui senza gara d'appalto) al gruppo AcquaMare di Francesco Bellavista Caltagirone per la costruzione del Porto di Fiumicino.

Parrebbe inoltre che la stessa Invitalia abbia chiesto a Caltagirone il risarcomento dei danni per aver aumentato la partecipazione azionaria dello stesso Caltagirone nella società del Porto di Fiumicino "senza darne comunicazione" e per avere scoperto di essere diventata socia di due fiduciarie, una lussemburghese, la Fin.Sia., e un'altra svizzera, la Solobat, (che fa capo al Presidente della Confindustria elvetica, Aleandro Cattaneo, il quale recentemente ha dichiarato di possedere il 50% del Porto di Fiumicino!) senza che la stessa Invitalia abbia compiuto azioni per diventarlo. 

In particolare Acqua Mare, modificando l'assetto azionario, è diventata socia di maggioranza di Iniziative Portuali, una volta ottenuto ciò avrebbe chiesto la convocazione dell'assemblea societaria al fine di revocarne il CDA.

L'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri ha incaricato il presidente della controllata Italia Navigando (che partecipa al 32% in Iniziative Portuali Srl, titolare della concessione per il porto) e l’ex deputato Pd Ernesto Abaterusso di fare chiarezza sulle questioni, conseguentemente sono state affidate due perizie, una tecnica e l’altra giuridica. 

La prima perizia ha accertato l’inadempienza del Gruppo Acqua Mare che a febbraio risultava in ritardo di 18 mesi sulla tabella di marcia dei lavori, questo giustifica la richiesta del consiglio d'amministrazione di Iniziative Portuali di risoluzione del contratto di appalto, richiesta accettata da Acqua Mare che ha evitato un arbitrato. 

Come per il Porto di Imperia, l'investimento per il Porto di Fiumicino che nel 2007 prevedeva 324 milioni di euro, è lievitato nel 2010 a 400 milioni di euro più 20 milioni di euro per oneri finanziari e lavori aggiuntivi richiesti dal Comune e dalla regione Lazio. 

Ora che non c'è più nemmeno l'appalto cosa accadrà? A Fiumicino si è fatta avanti Italia Navigando, la partecipata di una partecipata statale dipendente dal Ministero dell'Economia, richiedendo un bando di gara pubblica europea per riprendere i lavori.



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