mercoledì 28 giugno 2017
28.03.2012 - VALERIO GAMBACORTA

Quale futuro per Imperia?

Come ventilato qualche giorno fa, ieri il provvedimento di azzeramento di "giunta" firmato Strescino è arrivato. E ora?

Il "redde rationem" tra scajoliani e minassiani unitamente alle "beghe" portuali hanno convinto il sindaco Paolo Strescino a "dimettere" la propria giunta.

Lo stupore del Pdl, manifestato ieri dal portavoce Alessandro Gazzano in comunicato stampa, è testimone dello scollamento in seno alla maggioranza di centrodestra.

Le ultime vicende relative ai denegati domiciliari, ai costruttori Caltagirone e Conti, nell'ambito dell'inchiesta "Porto di Imperia s.p.a." hanno anche loro fortemente contribuito a quello che, negli ambienti della vecchia maggioranza consiliare, è stato definito come un insano gesto.

Bene. Questa la cronaca politica. Ma ora?

Che fine farà un bacino portuale come quello imperiese completato nelle opere a mare ma ancora "da iniziare" nelle opere a terra?

Come intende procedere su questo versante la politica imperiese?

Il 12 Aprile probabilmente (data di un Consiglio Comunale atteso a questo punto da tutti) si saprà qualcosa di più: se Strescino dopo avere "ucciso" la vecchia maggioranza proverà la carta di un governo tecnico (tanto di moda in questi tempi) o se invece preferirà rassegnare le proprie dimissioni (consegnando anche Imperia dopo Ventimiglia e Bordighera ad un Commissario Prefettizio).

Soprattutto amaramente si guarda alla costa ed al nostro litorale e, si scopre, come Ventimiglia, Ospedaletti ed ora Imperia abbiano il proprio territorio "graffiato" da mostri stanchi, inerti quali bacini portuali che avrebbero dovuto costituire volano di una ripresa economica e turistica e che, invece, hanno contribuito ad affossare le "mirabili sorti" della politica locale.

 


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