domenica 25 ottobre 2020
20.11.2011 - ALESSANDRA CHIAPPORI

Il pescaturismo: una proposta per il futuro della pesca in Liguria

Legapesca presente con i suoi prodotti ittici a Olioliva insieme al Don Carlo, prima imbarcazione da pescaturismo in Italia

Il Don Carlo è ormeggiato proprio dietro lo spazio dedicato a Legacoop-Legapesca, su Calata Cuneo, nell’ambito della rassegna Olioliva. Si tratta di un’imbarcazione adibita alla pesca-turismo, attività che sta prendendo piede anche in Liguria e che sembra funzionare, unendo in modo ottimale le esigenze di chi fa il pescatore per mestiere e dei turisti che, dalle grandi città, vogliono vivere da vicino il mare. Negli stands di Legacoop, posizionati strategicamente sulla banchina, a sottolineare l’importanza di una marineria, quella di Imperia, che vanta il porto peschereccio più grande della Liguria, nei giorni di Olioliva si assiste a degustazioni (frittura, bottarga, patè di acciughe, acciughe sotto sale, zerri in carpione), si seguono laboratori per il riconoscimento del pesce fresco, si impara a sfilettare.

Ma è poco lontano che il mondo della pesca si racconta da vicino, con scuola di nodi per i più piccoli tra racconti e leggende legate alla cultura del mare. Si tratta del Don Carlo, l’imbarcazione della Cooperativa Mare, prima barca da pesca in Italia ad essere costruita appositamente per il pesca turismo. “Oggi ci sono agevolazioni per i pescatori che vogliano intraprendere questa strada – spiega il proprietario – ed è un’attività che conviene, in tempi di crisi del settore pesca. Se prima calavo 5000 metri di rete, con il turista a bordo ne calerò meno, perché altrimenti sarebbe troppo impegnativo, ma così facendo tutelo il mare, e la differenza con ciò che ho perso in pescato, la ricavo dal turista. Bisogna educare i pescatori a questa attività”. Soluzione ai problemi della pesca, innovazione, imprenditorialità turistica e salvaguardia dell’ambiente, sono questi i punti di forza di un’attività che va radicandosi parallelamente alla riscoperta delle tradizioni locali.

Il don Carlo è costruito appositamente sulle esigenze del pesca turismo, può portare fino a 11 persone, ed è attrezzato con confortevoli cabine, per permettere ai bagnanti di passare a bordo interi weekend. Le persone arrivano dalle grandi città, Milano in primis, e dall’estero, e sono entusiaste di passare la notte a bordo e poi uscire per la pesca. “I pescatori ormai sono troppo anziani – va avanti il proprietario – oppure giovani, che quindi non sono interessati all’attività: andiamo avanti con le innovazioni del pesca turismo noi di mezza età. Una volta usciti in mare, e calate le reti, il pesce viene smagliato, e io lo descrivo ai turisti a bordo. È pesce povero, che non si trova nelle rivendite e che infatti è poco conosciuto”. Le attività sul Don Carlo non si fermano qui: il pesce pescato si cucina, per far assaporare ai visitatori tutta la bontà del Mediterraneo, spesso le acciughe vengono salate a bordo, per dar modo ai turisti di osservare anche questa parte del lavoro.

Tra Pasqua e ottobre il Don Carlo vede il pienone di turisti, sono mesi in cui l’imbarcazione è affollata da famiglie: “vedo tantissimi bambini di città – rivela il proprietario – che al contrario di quanto si potrebbe pensare sono informatissimi sul pesce, resto sempre stupefatto”. Per le mamme c’è un comodo spazio adibito a solarium, con tanto di sdraio, mentre i papà pescano a canna da poppa, e i bambini si divertono a fare il bagno, durante l’apposita sosta. Il giro sull’imbarcazione, che è ormeggiata ad Alassio, include anche l’osservazione dell’isola Gallinara e la descrizione dell’ambiente circostante, nel solco di un’attenzione specifica alla tematica ambientale.  Non ci si può che augurare uno sviluppo importante di un’attività che, coniugando antico e moderno, sta diventando sempre più capita e apprezzata dal pubblico di massa. 


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