sabato 7 dicembre 2019
07.11.2011 - Alessandra Chiappori

Alluvione di Genova, la testimonianza di tanti studenti imperiesi coinvolti

Molte le testimonianze dirette dei ragazzi ponentini che studiano all’Università di Genova e che hanno vissuto in prima persona i momenti drammatici del 4 novembre. L’intera Regione aderirà domani al lutto cittadino

IMPERIA. Non è una Genova ricoperta di fango e distrutta dall’alluvione solo per i genovesi, è una città ferita a sangue anche per tutti i ragazzi liguri che vivono e frequentano la città per motivi di studio, e che a quelle strade divenute tragici scenari sono legati come a quelle di casa propria. E sono davvero tanti gli studenti imperiesi e di tutto il Ponente rimasti coinvolti nella tragica giornata del 4 novembre mentre si trovavano a Genova, molti dei quali in cerca di un treno per tornare a Imperia nel fine settimana.

C’è chi è riuscito a scappare poco prima dell’esondazione del Bisagno: “una mia coinquilina è rimasta là” racconta una ragazza, “un’altra mia amica non è riuscita ad arrivare al treno con tutta la città bloccata, è tornata sabato”. Tanti hanno vissuto il dramma delle strade piene di fango dalle finestre di casa, scattando foto ed escludendo l’ipotesi di mettersi in macchina verso Imperia nel weekend. “Io abito in Corso Sardegna” dice un ragazzo “proprio nella zona più colpita, anche se la casa è parecchio in fondo. Sono rimasto senza corrente da venerdì alle 13 fino a sabato alle 18 circa! La città è in condizioni paurose”. Altri, tornati nell’imperiese prima del disastro, hanno seguito gli eventi sui social network, aggiornandosi l’un l’altro sulle condizioni delle aule universitarie, spesso allagate, sulla sospensione delle lezioni e sulla posizione di amici e conoscenti rimasti nel capoluogo. Le linee telefoniche hanno subito forti problemi e blocchi nella giornata di venerdì, in questo senso internet è stato un utilissimo mezzo di comunicazione per coloro che non erano a Genova, e ha permesso di avere informazioni dettagliate in presa diretta.

Domani è prevista la giornata di lutto cittadino, le scuole resteranno chiuse nel Comune e in tutta la provincia di Genova, con estensioni anche in altre zone della Liguria, tra cui il Ponente. Tutta la Regione aderirà al lutto cittadino, con un momento di raccoglimento fissato per mezzogiorno. Oltre alle scuole, anche l’Università di Genova resterà chiusa, per decisione del rettore Giacomo Deferrari e del capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, questo recita il comunicato del Rettore, pubblicato sul sito dell’Università il 5 novembre alle 17.30: “Considerata la situazione conseguente agli eventi alluvionali, e per partecipare al lutto cittadino proclamato poche ore fa dall'amministrazione comunale, lunedì 7 novembre le lezioni di tutto il polo genovese dell'Ateneo sono sospese”. L’avviso aggiunge: “il prof. Deferrari è in contatto con la Protezione Civile per avere gli aggiornamenti opportuni per eventuali decisioni in merito alle restanti sedi universitarie”.

Ogni studente è stato avvisato tramite comunicazione via e-mail da tutte le facoltà sulle disfunzioni nei servizi online dell’Ateneo, ancora non del tutto accessibili. Questa la comunicazione ufficiale che compare dalle 18 di oggi sul sito www.unige.it: “sono in via di ripristino TUTTI i servizi ICT di Ateneo erogati da CSITA (gestionali di Ateneo, servizi biblioteconomici, posta elettronica, Aulaweb, GenuaWifi, WebVPN, VPN)”. I server dell'università di Genova erano stati spenti venerdì, il centro di calcolo dell'ateneo (CSITA) si trova in via Brigate Salerno, nell'edificio della ex Sutter che poggia direttamente dentro allo Sturla. L’avviso si rivolge anche al personale impiegato nelle sedi universitarie: “il personale tecnico-amministrativo impossibilitato a raggiungere il posto di lavoro o a prendere servizio per motivi di sicurezza sarà considerato assente giustificato”.

Chi, tra gli studenti fuori sede, si è fermato a Genova nel weekend aggiunge anche note positive, piene di speranza e voglia di ricominciare per ridare alla città l’aspetto di sempre: “oggi tutti i ragazzi si sono organizzati in squadra, siamo andati in giro per la città a pulire. Io ero in un magazzino di merceria, saremo stati una trentina, con un sacco di giovani!”.


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