lunedì 14 ottobre 2019
29.02.2012 - Donatella Lauria

Beni confiscati alle mafie: "la Liguria con più bassa percentuale"

In Liguria sembrerebbe che le organizzazioni mafiose siano più orientate alla conquista dei mercati e dei riferimenti logico - strategici per la gestione dei traffici illeciti, piuttosto che ad ottenere un diretto controllo del territorio.

Nel dossier sui beni confiscati alle mafie, redatto dall’associazione Libera, e presentato l'altro giorno in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, la Liguria risulta una delle regioni italiane con il numero più basso di beni confiscati: 32 a fronte delle migliaia di Sicilia, Calabria e Campania, e delle centinaia di Lazio e Lombardia, nonostante la regione sia stata indicata come frontiera importante per la ‘ndrangheta’.

Sul territorio ligure, tra i beni confiscati da Sanremo a Bordighera, ci sono nove immobili in gestione, 22 immobili consegnati e uno uscito dalla gestione. Come sottolineato nel dossier, inoltre, “in Liguria le organizzazioni mafiose sono più orientate alla conquista dei mercati e dei riferimenti logico-strategici per la gestione dei traffici illeciti, piuttosto che ad ottenere un diretto ed immediato controllo del territorio”.

Secondo Libera a La Spezia Cosa nostra è presente soprattutto tra gli imprenditori che operano nei cantieri navali. Nel Ponente e a Genova si è radicata la ‘ndrangheta attraverso attività illecite come il riciclaggio, ma anche lo smaltimento rifiuti e il commercio. La Camorra, infine, agisce soprattutto a La Spezia, dove gestisce il gioco d’azzardo all’interno di bische clandestine e la proprietà delle apparecchiature video-poker da installare negli esercizi pubblici.


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