venerdì 18 agosto 2017
28.03.2012 - VALERIO GAMBACORTA

Caltagirone ha "una rara capacità organizzativa delinquenziale"

In sintesi è questa la motivazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che ha respinto l'istanza di scarcerazione per il costruttore romano, nell'ambito dell'inchiesta "Porto di Imperia s.p.a."

Quaranta pagine. Questo il "corpo" delle motivazioni, rese note quest'oggi dagli organi di stampa, relative al diniego alla scarcerazione per Francesco Caltagirone Bellavista.

Oltre al timore che una volta fuori il costruttore potrebbe adoprarsi per inquinare le prove, vi sarebbe anche il rischio, non remoto, di una fuga riparatrice all'estero (villa a Cap Ferrat e frequenti viaggi negli Stati Uniti) oltre che il sospetto di una possibile reiterazione del reato - in tal senso voci di una inchiesta gemella pronta a partire, relativa al bacino portuale di Civitavecchia, sempre per "truffa aggravata ai danni dello Stato".

Insomma un calderone "pericoloso" alla base della decisione dei Giudici genovesi.

I legali Diodà e Moroni stanno vagliando le possibilità di un ricorso per Cassazione, l'ultimo mezzo giuridico per poter strappare il loro assistito al carcere di Imperia in cui è rinchiuso dal 5 Marzo.

Nel frattempo emergono dettagli inquietanti come cavi portuali che da poche centinaia di metri si allungano a svariati chilometri, al fine di gonfiare i costi e trarne sempre maggior beneficio.

I Giudici del Riesame reputano, altresì, Caltagirone, pur con i suoi 73 anni, una persona psichicamente e fisicamente valida e stabile. Di qui la decisione del diniego anche dei "domiciliari".

 

 


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