venerdì 15 novembre 2019
20.02.2012 - Valerio Gambacorta - Marco Risi - Alice Borutti

E' morto Renato Dulbecco.

Premio Nobel per la medicina nel 1975, il biologo e genetista era originario di Imperia Porto Maurizio

 

Nato a Catanzaro, il 22 febbraio del 1914, da madre calabrese e padre ligure, a cinque anni la sua famiglia si trasferisce in Liguria, a Porto Maurizio, dove il futuro Premio Nobel frequenta il liceo De Amicis di Imperia, nel 1930 si iscrive a Medicina all'Università di Torino dove Giuseppe Levi, anatomo-biologo, lo sceglie come interno per il corso di Anatomia, dove incontra Rita Levi Montalcini. Nel 1942 presta servizio militare come medico a Sanremo e da qui viene mandato in Russia, nel 1046, dopo aver abbracciato la lotta partigiana, torna a Torino all'Istituto di Anatomia Patologica nel gruppo di ricercatori di Levi, interessandosi  all’effetto delle radiazioni sulle cellule embrionali di pollo e osservando le alterazioni nello sviluppo delle cellule germinali. Per approfondire questa ricerca si laureò anche in  Fisica dell’Università di Torino. Per conoscere l’effetto delle radiazioni sulla struttura e sul meccanismo d’azione dei geni, che allora erano un mistero, intraprese esperimenti utilizzando cellule in coltura, in particolare sugli embrioni di pollo. Decisivo, a questo punto della sua carriera, fu l’incontro con Salvador Luria il quale si occupava dei virus  che infettano i batteri, e utilizzava come Dulbecco le radiazioni; data la comunanza di interessi, gli offrì la possibilità di lavorare nel suo laboratorio a Bloomington, nell’Indiana (USA), dove, osservò  e individuò il fenomeno della  fotoriattivazione, il cui successo presso la comunità scientifica, portò Max Delbruck, padre della genetica moderna, nel 1949, ad offrirgli un posto di lavoro al California Institute of Technology di Pasadena, più noto come Caltech, uno dei più importanti laboratori scientifici del mondo.

Lo studio del virus dell’Herpes zoster, e la sua innovazione di applicare ai virus animali il metodo delle placche, precedentemente adottato con i virus batteriofagi furono presentati all’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, la fama dello scienziato accrebbe e tutta la ricerca sui virus fu rivoluzionata così come quando nel 1955, quando egli riuscì ad identificare un mutante del virus della poliomelite che fu utilizzato da Albert Sabin per preparare un vaccino. L’interesse per i virus sfociò nella ricerca sui i virus che rendono le cellule cancerose,ciò che bisognava comprendere, era la modalità d’azione dei virus, che una volta penetrati nella cellula sembravano svanire, il futuro premio Nobel colse l’occasione offerta dall’isolamento di un nuovo virus a DNA, quello del polioma, per verificare la validità di questa tesi. Nel 1962 aderì al primo nucleo di ricercatori del nuovo istituto ideato da Jonas Salk, che sarebbe diventato il “Salk Institute” , completato nel 1965, Nel 1968 individuò l' antigene T assente nelle cellule sane dell’organismo, ma presente sia in quelle infettate che in quelle uccise dal virus, sufficiente per indurre a pensare che qualcosa del virus restasse nella cellula bersaglio, il DNA virale che si unisce chimicamente a quello della cellula, diventando parte integrante del suo materiale genetico.

La scoperta fu clamorosa: i geni virali definiti “oncogeni” attivavano quelli cellulari necessari alla moltiplicazione cellulare facendola proseguire incessantemente. Dulbecco fu eletto membro straniero della “Royal Society” di Londra, un grandissimo onore per uno scienziato, ricevette la laurea honoris causa dall’Università di Yale il premio Lasker per le scienze biologiche e mediche e nel 1975 il premio Nobel per la medicina e la fisiologia “Per le sue scoperte in materia di interazione tra virus tumorali e materiale genetico della cellula”

Una vita professionale dedicata agli studi sulla genetica e nel 1975 il premio Nobel per la Medicina e la fisiologia “Per le sue scoperte in materia di interazione tra virus tumorali e materiale genetico della cellula”. La sorpresa dinanzi alla notizia di questo successo, si evince chiaramente dalle sue parole: "Non potevo crederci...il cuore mi balzò in gola. Avevo vinto il premio Nobel!".

Nel 1999, messi da parte camici e libri, è al fianco di Fabio Fazio e Laetizia Casta sul palco dell'Ariston per presentare il Festival di Sanremo.

Oggi a La Jolla, in California, un infarto ha posto fine alla sua vita.

Il Ricordo di Paolo Strescino sindaco di Imperia "Con Renato Dulbecco viene a mancare una delle personalità di Imperia più importanti di sempre un uomo che ha dato lustro alla nostra città ed al nostro paese nel mondo intero , sicuramente domani il palazzo civico sarà listato a lutto con la bandiera a mezz'asta. "

 

 


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