venerdì 15 novembre 2019
05.12.2011 - VALERIO GAMBACORTA

Genova: processo d’Appello alla figlia “diabolica"

Federica Bellone, questa mattina, comparirà in Corte d’Appello. Sta scontando sei anni e 20 giorni di reclusione (più un anno di libertà vigilata finalizzata ad un recupero terapeutico) dopo la condanna irrogatale dal Giudice di prime cure Eduardo Bracco

Comincia quest’oggi il processo d’Appello a Federica Bellone.

La ragazza di Bordighera, condannata in primo grado per il tentato omicidio della madre Paola Berselli, sta scontando la pena irrogatale, con rito abbreviato, in primo grado, dal Giudice sanremese Eduardo Bracco.

Nella torbida vicenda Stefania fu colei che progettò l’uccisione della madre, commissionando l’azione materiale all’amica ed amante Chiara Cortese Pellin, condannata, in primo grado, ad un anno e dieci mesi di detenzione dopo avere usufruito del patteggiamento.

Il fatto gettò in atmosfere da “romanzo nero” Bordighera ed ebbe vasta risonanza fuori dai “confini” della città delle “palme”.

La Bellone aveva taciuto alla madre del percorso irregolare di studi all’Università (era ancora ben lontana dalla Laurea) vantando a costei, invece, un percorso d’esami brillantissimo.

Inoltre la Berselli aveva probabilmente già intuito qualcosa del rapporto affettivo che legava la figlia alla Pellin.

Cosa sia scattato, però, nella testa della Bellone non si sa (magari anche più venalmente la volontà di mettere le mani, come erede, sui beni della madre); fatto sta che la Pellin il 26.06.2010 entrò in casa della Berselli tentando di aggredirla con il batticarne. I colpi maldestri e la reazione inaspettata della vittima misero in fuga, però, l’attentatrice.

Nel corso del procedimento di primo grado è emerso come la Bellone avesse già progettato altre volte l’aggressione alla vita della genitrice.

 

 

 


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