domenica 27 settembre 2020
26.03.2012 - Donatella Lauria

Imperia, la "Stanza schermata" dove Scajola si vedeva con i coindagati

Un articolo riportato dal Fatto quotidiano (che pubblichiamo) chiama l'inchiesta sul porto la "stanza schermata"

"La stanza schermata". Ogni inchiesta è racchiusa in un'immagine che resta nella memoria, che richiama la storia. E talvolta diventa quasi un modo di dire. Per l'inchiesta sul Porto di Imperia - partita da una "città ai confini del regno", ma ormai arrivata a Roma, anzi a Fiumicino - l'espressione magica potrebbe essere la "stanza schermata". Un luogo, sospettano gli inquirenti, al sicuro da ogni intercettazione o registrazione. Insomma, al riparo dalle orecchie indiscrete di chiunque. Anche degli investigatori. Se ne parla a pagina 222 dell'informativa della Polizia Postale che ha condotto le indagini: seicento pagine depositate per l'udienza del Tribunale del Riesame che deve decidere sull'eventuale scarcerazione di Francesco Bellavista Caltagirone. Un passaggio veloce che, però, ha attirato l'attenzione di investigatori, inquirenti e anche difensori. Perché a parlarne è Claudio Scajola, oggi indagato per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta in uno dei filoni dell'inchiesta, ma all'epoca dei fatti uomo di punta del Pdl e ministro dello Sviluppo economico. Siamo all'inizio del 2010, è scritto nell'informativa, in quei giorni l'inchiesta sul porto è appena agli inizi. Ma a Imperia tutti si conoscono, le voci fanno presto a circolare. Perché il porto è un'opera gigantesca per i costi (lievitati da 80 a 206 milioni) e l'impatto ambientale, un progetto sostenuto da Scajola e dai suoi uomini che qui regnano da decenni. Pochi quelli che hanno avuto il coraggio di esprimere pubblicamente i loro dubbi, come Claudio Porchia, all'epoca segretario della Cgil, oppure Beppe Zagarella e Paolo Verda (membri del Pd locale). Ma soprattutto fa tremare la notizia che investigatori e inquirenti hanno cominciato a sentire alcuni dei protagonisti del progetto. Negli uffici giudiziari, tra gli altri, è passato anche Domenico Gandolfo, noto commercialista imperiese, già direttore della Porto di Imperia spa (la società mista pubblico-privato che gestisce l'opera), oggi indagato nell'inchiesta. Ed ecco che, poco dopo essere uscito dal colloquio con i magistrati, Gandolfo parla al telefono con Scajola, all'epoca, appunto, ministro del Governo Berlusconi. Che cosa si dicono i due? Poco o niente. Ma il ministro, registrano gli uomini della Postale, invita il conoscente a raggiungerlo per poter parlare liberamente nella "stanza schermata"...

(Fonte: Il Fatto Quotidiano)


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