mercoledì 23 ottobre 2019
28.01.2012 - REDAZIONE

Imperia: le Fiamme Gialle sequestrano maxi - discarica

L'area al centro del provvedimento posto in essere dalle Fiamme Gialle si trova nei pressi di Pontedassio ed è estesa per circa 42.000 metri quadrati.

Dopo il sequestro, operato dalla dipendente Compagnia di Imperia, di una vasta area adibita a discarica abusiva ubicata sotto il viadotto degli Uveghi, nei pressi del Comune di Pieve di Teco (una delle più grandi mai sequestrate in Liguria), avvenuto circa un anno fa, le Fiamme Gialle imperiesi, proseguendo nelle indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, nella mattinata odierna hanno provveduto a sequestrare un’altra area, ancora più estesa della precedente, per una superficie di circa 42.000 metri quadrati, adibita a deposito di materiale inerte, nel Comune di Pontedassio.

Si calcola che il materiale ammassato abbia un volume di circa 120.000 metri cubi, per un totale di circa 190.000 tonnellate di materiale ivi depositato e proveniente da opere di scavo.

La società che gestiva il sito è rappresentata dal medesimo soggetto che gestiva anche la precedente discarica, già denunciato nell’occasione per emissione di fatture false e reati contro l’ambiente, oltre che per truffa ai danni di Ente pubblico per il mancato versamento della Ecotassa.

Il calcolo effettuato, sulla base della ricostruzione del quantitativo di materiale riversato nell’intera area, ha permesso di quantificare in 362.000 euro l’ammontare del tributo evaso. Infatti, è stato acclarato che, mediante artifizi documentali, il gestore della discarica, allo scopo di sottrarsi al pagamento della tassa, simulava di “ritrattare” il materiale grezzo immesso in deposito, che poi veniva nuovamente movimentato in uscita, ma soltanto sulla carta.

La magistratura imperiese ha quindi disposto il sequestro dell’area adibita a discarica e di tutti gli altri terreni, beni mobili, somme di denaro e crediti di cui risulta intestataria la società , fino alla concorrenza del tributo evaso, proprio per garantire allo Stato il suo sicuro assolvimento.

Anche in questa circostanza, così come in precedenza, il rappresentante della società è stato denunciato per emissione di fatture false e reati contro l’ambiente, oltre che per truffa ai danni di Ente pubblico per il mancato versamento della Ecotassa.


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