mercoledì 23 ottobre 2019
06.02.2012 - Giuseppe Picchianti

Mafia a Ponente, "chi ha un buon olfatto sente che questa zona è mafiosa"

“Nella vita saremo chiamati a rispondere al seguente interrogativo: non tanto quanto siamo stati credenti, semmai quanto credibili”, con queste parole, estrappolate dal diario del giudice Rosario Livatino, si è aperta questo pomeriggio, presso la Chiesa Anglicana di Bordighera, la presentazione del Primo Dossier sulle Mafie in Liguria, curato dalla Associazione Antimafia, Antonino Caponnetto.

In una sala realmente piena di persone, si sono dati appuntamento il Segretario Provinciale della CGIL, Enrico Revello, il Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, Anna Canepa, il Presidente della Associazione Caponnetto, Salvatore Callieri e Claudio Giardullo, Segretario Generale SIlP – CGIL.

 “Chi ha un buon olfatto, sente che questa zona è piena di mafiosi!”, questo è stato il grido d'allarme lanciato dallo stesso Callieri e la realtà probabilmente conferma tale dato, con lo scioglimento dei comuni di Bordighera e, pochi giorni fa, di Ventimiglia. Due realtà apparentemente lontane e contraddistinte, legate però dall'emergenza criminalità organizzata che sta dilagando non solo nell'estremo ponente ligure, ma anche nel resto della regione. I dati raccolti dalla “Caponnetto” e da molti altri studi, quali le relazioni annuali della DDA e della DIA, fanno riflettere e allo stesso tempo rabbrividire: il fatturato delle organizzazioni mafiose va dai 10 agli 11 miliardi di euro, senza contare “l'aiuto” delle mafie c.d. straniere, come quella russa o cinese. In particolar modo la Liguria è una terra propizia per lo svolgimento di attività mafiose, in quanto possiede molti porti, attraverso i quali passano ogni anno diverse quantità di droghe, come gli innumerevoli sequestri dimostrano; allo stesso tempo è la porta d'ingresso per la Francia, in particolar modo si registra ancora una volta lo stretto legame con il clan mafioso dei marsigliesi, oppure il riciclaggio di denaro sporco tramite l'uso dei Casino' di Mentone e Montecarlo. Quando si parla di mafia, dobbiamo intendere non solo Cosa Nostra, ma anche Camorra, Sacra Corona Unita e in particolar modo la 'Ndrangheta. Quest'ultima sotto la lente della magistratura antimafia da diversi anni: era l'agosto del 2007 quando a Duisburg, in Germania, ci fu una vera e propria strage mafiosa, ebbene, intercettazioni e indagini hanno fatto venire a galla una triste realtà: Ventimiglia è una Camera di Compensazione, una sorta di torre di controllo, dalla quale le famiglie di Ndrangheta, le cosiddette 'Ndrine, controllano il basso Piemonte e la Liguria, in particolar modo quella di Ponente. I reati commessi dalle mafie in Liguria sono innumerevoli: dallo spaccio di droga, alla prostituzione, dal controllo dei movimenti terra ai condizionamenti e alle inflitrazioni nelle amministrazioni pubbliche.

La Dott.ssa Canepa, nativa di Ventimiglia, è da molti anni in prima linea come Magistrato Antimafia nella lotta alla criminalità organizzata. In questo contesto ha promosso con molta chiarezza le cause che portano allo scioglimento di consigli comunali nel nostro paese (vedi il video, ndr): non solo infiltrazioni ma anche condizionamenti. La differenza tra questi due concetti giuridici è sottile, ma di estrema importanza: geograficamente le infiltrazioni si registrano soprattutto nel Sud del nostro Paese, i condizionamenti hanno avuto luogo invece in comuni come Bardonecchia, Bordighera e Ventimiglia. I reati spia, quelli che segnalano presenze di mafia sul territorio e delle loro attività, in Liguria sono stati innumerevoli, nei confronti sia di privati sia verso le amministrazioni pubbliche, quando devono stabilire le regole per gli appalti.

Redazione di un nuovo testo antimafia ancora più fermo e deciso, l'uso di un'unica stazione appaltante per i lavori sia sopra che sotto soglia europea, severe pene per chi commette il falso in bilancio, dal quale ha luogo anche il riciclaggio di denaro sporco, sono alcuni degli ingredienti che possono sconfiggere il prevalere dell'antistato.

Cosa si può fare allora per arginare e combattere questi fenomeni, dal punto di vista sociale, culturale e politico? Senza dubbio parlarne, fare informazione. Sono necessarie coerenti azioni da parte delle istituzioni, ricognizioni delle cosidette aree grigie, come il ciclo del cemento o i movimenti terra. Gli scioglimenti dei consigli comunali devono essere quindi un campanello d'allarme per spronare tutti quanti a creare una nuova base culturale, sociale e politica. Una lotta rivolta alla tutela dei beni comuni, una adeguata e pragmatica trasparenza non solo nelle Pubbliche Amministrazioni, ma anche nei Partiti Politici. La Liguria ha sempre avuto un tessuto sociale sano, ha visto reazioni forti in passato. E' compito quindi dei cittadini in primo luogo, delle associazioni politiche, sociali e culturali eliminare le aree grigie, dentro le quali le mafie agiscono.

 

L'Associazione Caponnetto da oggi avrà anche nel territorio di Ventimiglia – Bordighera un laboratorio di osservazione e di studio sui radicamenti e sulle attività delle associazioni a delinquere di stampo mafioso.

 

 


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