lunedì 14 ottobre 2019
01.03.2012 - Donatella Lauria

Mafia a Ponente, il Ministro Cancellieri: “non è un caso aver sciolto i Comuni di Ventimiglia e Bordighera”

Il Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri proprio oggi in audizione davanti alla commissione parlamentare Antimafia ha menzionato i recenti scioglimenti per infiltrazioni mafiose dei Comuni di Bordighera e Ventimiglia.

Come riporta oggi il  Fatto Quotidiano, il Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri ha deciso di parlare di mafia in Liguria e “questione settentrionale” in audizione a palazzo San Macuto davanti alla commissione parlamentare Antimafia. Per il rappresentante del Viminale, infatti, la penetrazione delle cosche nel nord Italia e in particolare in Liguria, è sempre più incisiva. “Recenti analisi investigative guardano con preoccupazione all’affermarsi, anche oltre i confini del Mezzogiorno, di atteggiamenti omertosi – ha detto la Cancellieri – che sembrano replicare stili comportamentali tipici di scenari ‘a legalità debole’ .

E poi ha citato l’esempio dei recenti scioglimenti dei Consigli Comunali di Bordighera e Ventimiglia.

“Non sembra essere una casualità – ha ribadito – che le recenti misure di scioglimento per condizionamento mafioso di due Comuni della Liguria, Bordighera e Ventimiglia, siano state motivate dall’accertamento di infiltrazioni ‘ndraghetiste”. Dal 2009 ad oggi, ha rivelato il ministro dell’Interno, sono stati sequestrati 5.974 beni alla criminalità organizzata nelle regioni del Nord, per un valore di circa un miliardo e mezzo di euro. Le confische hanno invece riguardato 1.606 beni. La maggior parte dei sequestri (2.798 per un valore di oltre un miliardo di euro) è stata fatta in Lombardia; seguono Piemonte (1.658) e Liguria (804). “Resta la difficoltà di intercettare il percorso migratorio delle organizzazioni criminali verso altri contesti ambientali – ha concluso la titolare del Viminale – per l’indubbia capacità di mimetizzare la loro presenza affermandola, generalmente, con modalità incruente che non contemplano, o non implicano, la commissione di atti di sopraffazione violenta, riservati solo a casi estremi, quanto piuttosto di corruzione”.

 "Si scorgono, infatti, segnali allarmanti di una aggressività che -osserva Cancellieri- sembra andare oltre la ricerca di mere opportunità di ripulitura di denaro sporco, rivolgendo le proprie mire espansive all’intero contesto, con l’intento di accreditarsi come interlocutore autorevole e imprescindibile della società civile e delle istituzioni”.

La mafia, soprattutto la ‘ndrangheta, punta a piantare salde radici nell’Italia settentrionale, il cui territorio non viene visto più soltanto come zona utile a riciclare il denaro sporco e a reinvestire nell’economia capitali illeciti. Per la titolare del Viminale “è da rivisitare seriamente la considerazione che il trasferimento al Nord delle mafie, specie di quella calabrese, non comporti il rischio di uno stabile radicamento, in assenza di ‘controllo militare’del territorio e di un brodo culturale favorevole”. Per il ministro dell’Interno, perciò, “rischia di essere poco attuale e fuorviante l’analisi secondo la quale l’infiltrazione delle mafie al Nord sia ancora un fenomeno esclusivamente confinato ad attività di riciclaggio e di reinvestimento di capitali illeciti. Si scorgono, infatti, segnali allarmanti di una aggressività che -osserva Cancellieri- sembra andare oltre la ricerca di mere opportunità di ripulitura di denaro sporco, rivolgendo le proprie mire espansive all’intero contesto, con l’intento di accreditarsi come interlocutore autorevole e imprescindibile della società civile e delle istituzioni”.

 

 

(Fonte: Il Fatto Quotidiano)


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