venerdì 24 novembre 2017
26.10.2012 - REDAZIONE

Omicidio Luverà: a uccidere "Martino" un barbiere di Taurianova

L’assassino voleva uccidere l’avvocato della moglie da cui si stava separando. Le indagini rallentate dall’omertà che regna nella Piana di Gioia Tauro.

Bisogna ringraziare solamente il fiuto e le non comuni capacità investigative del Maresciallo Calabria, comandante della stazione dei Carabinieri di Taurianova, se dopo quasi due anni è stato risolto il giallo legato all’omicidio del trentatreenne operaio di Isolabona Martino Luverà che si era recato nel paesone della Piana di Gioia Tauro a trovare i suoi parenti. In carcere a Palmi è finito il barbiere del paese, Paolo Chiappalone, che non voleva uccidere il giovane proveniente dalla Liguria ma l’avvocato della moglie, Nancy Pirrotta, da cui si stava separando. Il legale, uno dei più stimati nel Reggino, è l’avvocato Francesco Nizzari che, pur se gravemente ferito, se la cavò grazie al provvidenziale intervento dei sanitari dell’Ospedale di Polistena che tosto lo operarono.

Purtroppo quell’ormai lontano tredici Novembre di due anni fa, Luverà si trovò nel posto sbagliato all’ora sbagliata e fu colpito in pieno petto da un proiettile vagante che gli spezzò il cuore, uccidendolo all’istante. I risultati delle indagini sono stati illustrati, nel corso di una conferenza- stampa tenutasi presso il Comando  Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, dal Procuratore Capo di Palmi Giuseppe Creazzo che, coadiuvato dal suo Sostituto Andrea Papalia, ha dipanato in ventitre mesi, grazie soprattutto alle capacità del Maresciallo Calabria, l’intricata matassa. A Calabria, supportato per l’occasione dai superiori di Palmi e Reggio, va il merito di aver capito presto che l’omicidio non era assolutamente legato ne ad una faida tra cosche della ‘ndrangheta calabrese, molto fiorente in zona, ne ad un movente politico, l’avvocato Nizzari è impegnato al fianco del Governatore di centro- destra della Regione Calabria Scopelliti, ma a faccende puramente private.

Seppur rallentate dall’omertà diffusa che regna nella Piana di Gioia Tauro, ieri le indagini, con l’arresto di Chiappalone, hanno sortito effetto. Palpabile la soddisfazione per i risultati ottenuti da parte dei magistrati palmitani e, soprattutto, da parte dei Carabinieri di Taurianova e di tutto il Reggino, troppe volte, purtroppo, considerati degli esponenti di uno Stato considerato nemico. L’arma del delitto non è mai stata ritrovata, mentre gli investigatori ancora cercano di capire se al momento dell’agguato a Nizzari, Chiappalone fosse solo od avesse al fianco un complice. Domani l’assassino sarà interrogato dal Gip di Palmi alla presenza del suo avvocato nel supercarcere della città calabrese.   

SERGIO BAGNOLI    


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