venerdì 28 luglio 2017
04.12.2012 - REDAZIONE

Operazione “La svolta”: indagati Scullino, Biasi (FOTO), Prestileo e Bosio

Nell’ambito dell’inchiesta che sta sconvolgendo la riviera di ponente indagati il Primo cittadino di Vallecrosia Armando Biasi (foto), l’ex Sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino, l’ex Sindaco di Bordighera Giovanni Bosio e l'ex direttore generale Marco Prestileo.

Un vero e proprio terremoto politico e giudiziario quello che ha colpito la riviera di ponente, con gli ennesimi “titoloni” sui media nazionali. Quindici arresti e una decina di indagati.

Tra costoro Armando Biasi, attuale Sindaco di Vallecrosia, e gli ex Sindaci di Ventimiglia, Gaetano Scullino e di Bordighera, Giovanni Bosio e Marco Prestileo, ex city manager del Comune di confine.

A balzare agli occhi è come gli uomini della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova abbiano “messo gli occhi” sulla realtà di Vallecrosia che, era sempre rimasta ai margini di qualsiasi problematica e soprattutto di quelle che hanno coinvolto nel corso di questi anni Ventimiglia e Bordighera (Consigli Comunali sciolti entrambi per “infiltrazioni mafiose”). Ora Biasi, Scullino e Bosio risultano indagati per “voto di scambio”.

Giovanni Bosio ha rassegnato le dimissioni da consigliere provinciale nel pomeriggio preferendo non commentare troppo l’accaduto: “rassegno le mie dimissioni da consigliere per evitare che vi possano essere indegne strumentalizzazioni”.

Armando Biasi, invece, ha chiarito di essere indagato, “ma è un atto dovuto, viste le verifiche che stanno avvenendo per gli arresti nel mio territorio. Sono sereno". In particolar modo le indagini starebbero vertendo sulla regolarità delle elezioni amministrative del 2011.

Gaetano Scullino ha dichiarato in mattinata di essere sereno ed attendere fiducioso ulteriori sviluppi.

Con la procedura del "voto di scambio", si intende, lo ricordiamo quella prassi secondo cui il voto viene dato sì regolarmente da un elettore nel corso della "tornata elettorale", ma non motivato da scelte politiche quanto piuttosto viziato da qualche tornaconto ricevuto da parte di chi si candida o chi per lui.

Questa, insomma, in sintesi, la contestazione mossa nell'ambito delle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia ai tre politici locali: vi sarebbero stati voti "viziati" e "corrotti".

 

 


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