venerdì 23 giugno 2017
03.11.2012 - VALERIO GAMBACORTA

"Porto di Imperia s.p.a.": a Torino, sarà Gian Carlo Caselli il P.M.?

Respinti la settimana scorsa i ricorsi di Francesco Bellavista Caltagirone e Carlo Conti in ordine alla modifica delle misure cautelari; trasferito il procedimento a Torino per ragioni di incompatibilità, potrebbe essere il magistrato piemontese Gian Carlo Caselli a sostenere l'accusa contro Caltagirone e gli altri imputati nella vicenda relativa al porto turistico imperiese.

Mentre Caltagirone resterà confinato in carcere a Imperia, Carlo Conti dovrà tornare tra le mura della casa circondariale, Delia Merlonghi, invece, sarà l'unica che quantomeno potrà ancora beneficiare degli arresti domiciliari. Era, infatti, in libertà.

Senza dubbio però la notizia che rimbalza a ponente circa l'eventualità che, trasferito il processo a Torino per ragioni di incompatibilità (in applicazione del dettato del Codice di Procedura Penale che prevede il passaggio di consegne dalla sede originaria a quello del distretto della Corte d'Appello piemontese) possa essere il celeberrimo magistrato alessandrino Gian Carlo Caselli a svolgere le funzioni di Pubblico Ministero ha, per così dire, dato ulteriore rilevanza, posto che ce ne fosse bisogno, alla vicenda processuale sotto esame.

Gian Carlo Caselli è magistrato noto a partire dagli anni '70 per le sue inchieste nell'ambito del terrorismo politico di destra e di sinistra (Prima Linea - Brigate Rosse)

Ha altresì fatto parte nel 1984 della commissione chiamata a varare il nuovo codice di procedura penale, nel 1991 è stato consulente della Commissione Stragi. Dal 1986 al 1990 è stato componente del Consiglio Superiore della Magistratura.

Quindi dopo aver ricoperto il ruolo di Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Torino, viene nominato Procuratore Capo della Repubblica di Torino con voto unanime del Consiglio Superiore della Magistratura il 30 aprile 2008, ruolo che ricopre tutt'ora e che potrebbe, appunto, chiamarlo al più presto ad analizzare i corposi faldoni dell'inchiesta imperiese.

Circa la tempistica di inizio del procedimento presso le aule di giustizia torinesi, per il momento si sa poco e nulla. Sicuramente la discussione vera e propria non comincerà prima di Gennaio 2013.

Ricordiamo che la vicenda fa riferimento, secondo l'accusa, ad una colossale truffa ai danni dello Stato - appalti dal costo gonfiato per garantire agli imprenditori interessati (e in oggi imputati) un illegale profitto privato a scapito delle casse "pubbliche".


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