domenica 20 ottobre 2019
22.09.2011 - Donatella Lauria

Possibile caduta in Liguria di frammenti del satellite Nasa, ecco cosa potrebbe accadere

Si tratta dell’Upper Atmosphere Research Satellite (Uars), lanciato in orbita nel 1991 e inattivo dal 2005.

Stato di massima attenzione anche in Liguria per la possibile caduta di frammenti del satellite Nasa pesante sei tonnellate che domani entrerà a contatto con l’atmosfera, distruggendosi.

Si tratta di vecchio satellite da 7 tonnellate che tiene gli scienziati della Nasa con il fiato sospeso. Il timore è che non si distrugga completamente ma che una ventina di detriti possano cadere sulla Terra. Il luogo del possibile impatto finora non è stato possibile prevederlo, ma gli esperti pensano che avverrà in qualche punto dell’oceano, dal momento che la maggior parte del globo è ricoperta dal mare.
 

Il rientro del satellite, che al momento si trova in orbita a 250 chilometri di altezza con un’inclinazione di 57 gradi, potrebbe interessare un’area di 800 miglia (1.287 km). La Nasa comunque rassicura, sottolineando che le probabiltà che un frammento colpisca qualcuno è di una su 3.200, “estremamente remota”. Il satellite da 750 milioni di dollari, posto in orbita dallo Shuttle Discovery all’inizio degli anni ‘90 per studiare l’interazione tra l’atmosfera terrestre e il sole, misurava la concentrazione di gas e dimostrò senza ombra di dubbio l’impatto dei Cfc nell’apertura dei buchi nella fascia di ozono sui poli.

Gli studiosi informano i vari media di evitare annunci azzardati, che potrebbero innescare un insensato e deleterio allarmismo tra i cittadini. La probabilità attuale di caduta, rivelano, è pari all’1%, numero destinato tuttavia a crescere e ad esser perfezionato col passare delle ore, sino in prossimità dell’evento atteso.

Il motivo per cui il satellite cadrà sulla Terra, è l’impatto che quest’ultimo ebbe con alcuni frammenti di un altro satellite, avvenuto alcuni anni fa; l’impossibile di ripararlo lo hanno reso inutilizzabile.

A placare eventuali allarmismi è il Capo della Protezione Civile, che afferma che nelle zone di rischio come il nord dell’Italia, non ci sarà alcuna evauazione, ma verranno intraprese soltanto misure cautelative e un programma da mettere in atto, qualora si necessiti un pronto intervento; di seguito le parole del capo Gabrielli: “Non ci sara’ nessuna evacuazione dei cittadini che abitano nelle zone del nord Italia che potrebbero essere interessate dalla caduta dei frammenti del vecchio satellite della Nasa, prevista per domani, anche perche’ dovremmo evacuare 20 milioni di persone. Ci troviamo di fronte a un evento di cui non c’e’ letteratura perche’ la stragrande maggioranza di questi frammenti cade in mare o in zone deserte. Dunque stiamo cercando di mettere in piedi per la prima volta un sistema di autoprotezione che passa innanzitutto per una informazione trasparente, chiara e tempestiva”.

Come è accaduto nelle scorse settimane per l’incidente nel deposito di scorie nucleari in Francia, la Protezione Civile della Regione Liguria è già al lavoro  “e in costante contatto- afferma l’assessore alla Protezione Civile e all’Ambiente Renata Briano- con il dipartimento nazionale e con il capo Franco Gabrielli”.
Domattina, venerdì, sarà aperta – e lo resterà fino alla cessata emergenza, presumibilmente fino a domenica mattina- la sala operativa  della Protezione Civile regionale.
“In modo da seguire costantemente l’evolversi della situazione, informare le popolazioni e assumere ogni iniziativa che si rendesse necessaria”, spiega la Briano.



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