sabato 18 novembre 2017
17.11.2012 - Alessandra Chiappori

Professori in piazza contro lo stato attuale della scuola

Una cinquantina i docenti che questo pomeriggio hanno scelto la gradinata della biblioteca civica come luogo per correggere i compiti in classe. Il Dirigente Scolastico Provinciale Rambaldi: “prendo atto, è un loro diritto”

I professori in protesta sulle gradinate della Biblioteca Civica di Imperia

Una protesta pacifica ma incisiva quella di alcuni professori – una cinquantina circa – del liceo Vieusseux di Imperia, sezione classica e scientifica, dell’Istituto Ruffini e di altre scuole cittadine che oggi pomeriggio, verso le 15, si sono radunati fuori dalla Biblioteca Civica di Imperia per correggere pubblicamente i compiti in classe. Le gradinate di accesso alla sala convegni, dove un’ora dopo si è tenuta la presentazione di un volume su Castelvecchio, sono state così invase da professori, cartelle, fogli protocolli e penne rosse, pronte a svolgere parte di quel lavoro sommerso che esula dalle ore scolastiche e vede i docenti impegnati a casa. “Insegnanti prigionieri dei pregiudizi, del luogo comune, dell’indifferenza mediatica…Quelli che tanto li pagano lo stesso…Quelli che si fanno tre mesi di vacanza, quelli che lavorano 18 ore”, questo recitava il volantino diffuso dai professori in protesta, che lamentano la scarsa conoscenza, per i non addetti ai lavori, del complesso lavoro dell’insegnante al di fuori di quelle 18 ore che rimbalzano da un media all’altro. Preparare da una parte le lezioni, dall’altra verifiche e compiti, aggiornarsi autonomamente, stendere progetti, tenere i contatti con le famiglie tramite lettere, pagelle, telefonate, e ancora sostituire colleghi assenti, far funzionare la scuola con figure strumentali e incarichi extra, commissioni e comitati, partecipare gratuitamente alle uscite didattiche. Queste sono solo alcune delle attività “sommerse”, nascoste sotto la superficie che l’opinione pubblica vede e giudica.

“Questa protesta è stata un’idea dei professori del Vieusseux – spiega Giovanni Peirone, insegnante al Ruffini – che hanno invitato altri professori in una riunione autoconvocata che si è svolta qualche tempo fa. Cerchiamo delle forme alternative rispetto alle proteste tradizionali perché l’opinione pubblica capisca che quello dell’insegnante è un mestiere impegnativo e va oltre le 18 ore di lezione frontale in classe. Inoltre, a seconda di come è trattata la scuola, il nostro lavoro non sempre viene svolto adeguatamente, chi ne risente sono poi i ragazzi, i primi a subire le conseguenze delle varie problematiche. E non dimentichiamo la questione degli alunni stranieri che spesso parlano a stento l’italiano: non abbiamo aiuti in tal senso, lavorare diventa veramente difficile”.

Nel corso della protesta è comparsa anche il Dirigente Scolastico Provinciale di Imperia, Franca Rambaldi, invitata alla presentazione in Biblioteca: “prendo atto, protestare è un loro diritto” ha detto salendo i gradini occupati dai professori.

“L’opinione pubblica dà spazio solo al lavoro emerso – hanno proseguito i professori del Vieusseux – noi qui vogliamo rappresentare in piazza il lavoro sommerso, tutto quello che facciamo in aggiunta, dalla preparazione alla correzione dei compiti. Abbiamo deciso di far vedere a tutti che per arrivare alle 18 ore di superficie c’è tanto lavoro non riconosciuto. Questa è solo la prima protesta, ma ha senso continuare, la tv e i media sono strumentalizzati e spesso otteniamo effetti boomerang che non dicono le cose come stanno”.

Professori impegnati in aula e non solo, per quella che sempre più è considerabile non come una professione ma come un’attività di volontariato: “Basta guardare il progetto teatro del Vieusseux di quest’anno – aggiunge la professoressa del liceo classico Camilla Berio – non ci sono soldi, e il progetto 2012-2013 verrà portato avanti gratuitamente da Alessandro Manera del Ramaiolo in scena, che l’anno scorso era stato pagato”.

 

I professori in protesta sulle gradinate della Biblioteca Civica di Imperia


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