martedì 17 settembre 2019
20.05.2012 - Alessandra Chiappori

IDfest, prosegue la rassegna del Dams con i Premi UBU 2011

Tre grandi appuntamenti con il teatro questa settimana per l’Imperia Dams Festival

il programma di IDfest 2012

È di scena il grande teatro allo Spazio Calvino del Polo Universitario imperiese. Proseguirà infatti domani, lunedì 21 maggio, martedì e mercoledì IDfest 2012, la rassegna di arti e spettacolo organizzata dal DAMS Imperia.

Dopo l’esordio della scorsa settimana, che ha visto la consegna delle targhe celebrative a ricordo di Franco Carli e una giornata interamente dedicata alla figura di Pier Paolo Pasolini, tra lunedì e martedì il Polo Universitario imperiese vanterà la presenza di tre premi UBU 2011. Nomi noti della scena teatrale contemporanea come Enrico Castellani, il Teatro Valle Occupato e Mario Perrotta saranno ospiti del Dams per raccontare la propria esperienza e dialogare con docenti e studenti.

Il prestigioso Premio Ubu (dall’opera Ubu roi di Alfred Jarry), è stato fondato nel 1979 dal noto critico teatrale Franco Quadri. Considerato il riconoscimento più importante di teatro in Italia, il premio è rimasto dalla sua nascita interamente dedicato al campo del teatro.

Gli incontri con i Premi 2011 inizieranno nella serata di lunedì 21 maggio. Alle ore 21 Livia Cavaglieri, docente al DAMS di Imperia, introdurrà l’incontro con Enrico Castellani, di Babilonia Teatri, insignito del Premio Ubu 2011 “per la migliore novità italiana” con lo spettacolo The end, protagonista Valeria Raimondi, di cui saranno videoproiettati alcuni momenti. The end è una sorta di inno alla morte intesa come rivendicazione di libertà, ovvero di una libera scelta fatta in piena consapevolezza. Nessuna implicazione morale o religiosa nella ricerca di Castellani, ma un gesto pienamente umano, l’atto conclusivo di una vita, fatto di paure collettive, sociali, oggettive, occidentali. Vivere è spesso difficilmente apprezzabile finché non si ha chiara l’idea della morte, allora, all’improvviso, si insidia la paura di perdere ciò che si ha, per questo ci si gode poco il presente cercando ossessivamente il futuro e cancellando il passato troppo ingombrante.

Martedì 22 maggio saranno due gli eventi dedicati ai Premi Ubu. Si comincia poco dopo le 18, con un rappresentante del Teatro Valle Occupato, Premio Speciale Ubu 2011 “per l’esempio di una possibilità nuova di vivere il teatro come bene comune”, guiderà la serata Federica Natta, del DAMS di Imperia, saranno mostrati documenti che riguardano il teatro e le attività svolte in autogestione. Si parlerà in particolar modo delle motivazioni e del funzionamento concreto dell’occupazione del Teatro Valle a Roma, che va avanti ormai da diversi mesi. Stabili e precari del mondo dello Spettacolo (cinema, teatro, danza, operatori e tecnici, ecc.) si sono uniti contro la privatizzazione dei teatri e i tagli alla cultura, contro una politica che non sa dare voce al mondo dello spettacolo e contro un pensiero la cui libertà è compromessa. Così il 14 giugno 2011 il Valle è stato occupato, e da quella data sono iniziate all’interno del teatro diverse attività autogestite consistenti per lo più in spettacoli, concerti, attività formative. È stato creato inoltre uno Statuto “Partecipato” sfogliabile sul sito www.teatrovalleoccupato.it) aperto a modifiche e condivisioni di tutti gli aderenti all’occupazione del teatro Valle che si impegna, remando controcorrente, a dare spazio a musica, recitazione e danza tramite un vasto calendario di spettacoli.

Infine, dalle ore 21, Roberto Trovato, docente di Drammaturgia presso il DAMS di Imperia, introdurrà l’incontro con Mario Perrotta attore e regista teatrale che nel 2011 si è aggiudicato il Premio Speciale UBU “per la Trilogia sull’individuo sociale, del quale coglie la disgregazione nel mondo contemporaneo”. La Trilogia è ispirata a tre grandi classici: Il Misantropo di Molière, I Cavalieri di Aristofane e Bouvard et Pecuchet di Flaubert. L’opera è basata sulla contraddizione dell’individuo in quanto essere sociale, è un’utopia che svela il continuo incontrarsi e scontrarsi con altre persone, indipendentemente da qualsiasi volontà. La domanda che Perrotta pone è quella, fondamentale, sulla condizione dell’uomo: siamo esseri individuali o sociali?


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