venerdì 15 novembre 2019
12.12.2011 - ALESSANDRO GIACOBBE

Imperia: Festival di arte drammatica. Gran finale.

Di seguito impressioni a caldo ed elenco delle premiazioni e delle motivazioni della giuria.

Gran finale al Cavour di Imperia per il Festival di Arte Drammatica, giunto alla sua settima edizione. Lo spettacolo in programma “From Medea” era presentato fuori concorso in quanto realizzato dai “Cattivi di Cuore”, organizzatori della manifestazione. La pièce, per la regia di Gino Brusco, è stata realizzata in connubio con il taggese “Teatro del Banchero”. Subito dopo sono stati assegnati i premi del Festival.

Andando con ordine si può segnalare intanto la platea ben affollata, che ha seguito con viva partecipazione l'icastico narrativo del teatro di parola messo in scena dalle compagnie locali. Non ci s'inganni: si tratta di un lavoro duro, anche emotivamente, che però ha mietuto successi in tutta Italia. La vicenda è quella drammatica di uno spazio correzionale ove si trovano ad interagire quattro donne infanticide. Una vicenda quasi senza tempo, in cui lo scorrere dei sentimenti e i caratteri delle protagoniste sono dipinti a tinte ora forti ora sommesse ed intime. Si entra nel vissuto che può apparire agghiacciante delle protagoniste e le si conosce nelle umane debolezze, con il peso del senso di colpa che aleggia, della condanna pubblica che viene decretata dai media, nella mancanza di aiuto quando ne avrebbero avuto bisogno.

La scrittura di Grazia Verasani è stata così messa in scena da Gino Brusco, con le scenografie di Marco Barberis, le nitide luci di Antonio Manconi e l'audio di Fiorella Regina, perfetto al Cavour. Le protagoniste, tutte bravissime, sono Federica Spanò, Giorgia Brusco, Chiara Giribaldi e Maura Amalberti.

Al termine della rappresentazione si è svolta l'attesa premiazione del Festival, realizzato in collaborazione con l'Associazione Imperia Teatro, il Dams di Imperia, gli Asserorati alla Cultura ed alle Manifestazione del Comune di Imperia e generosi sponsors tra cui la Fondazione Carige. I giurati, condotti dal prof. Roberto Trovato del Dams di Imperia, hanno scelto quale miglior spettacolo “D.ovvero la figura nell'Italia del '900”, realizzato dall'Associazione Tedacà di Torino. Uno spettacolo “al femminile” molto appropriato per i 150 anni dell'Unità d'Italia e di notevole impatto didattico.

Il pubblico ha invece preferito il Don Chisciotte della GAD di Pistoia, una scelta comprensibile anche per la scenografia rutilante e preziosa. Miglior attore protagonista è risultato però Enzo Tota ne “Il Piacere dell'Onestà”, adattamento pirandelliano sempre penentrante. A questo punto si dà appuntamento alle altre iniziative messe in campo con la collaborazione del Dams, dedicati al teatro civile, tra gennaio e febbraio.

Di seguito i premiati e le motivazioni della giuria.

MIGLIORE SPETTACOLO:

D. OVVERO LA FIGURA DELLA DONNA NELL’ITALIA DEL ’900 di Simone Schinocca, messo in scena dall'Associazione Tedacà di Torino

Agile  e intelligente, lo spettacolo appare il migliore sia per  il rigore, la precisione e il nitore dello stile, sia per la sapiente ed equilibrata orchestrazione delle tre interpreti, ognuna delle quali offre una recitazione intensa e convincente. La rappresentazione è caratterizzata da un grande senso del ritmo e dall'accuratezza di scene e costumi. Proprio giocando con tutti questi elementi, Simone Schinocca, regista e anche autore di un originale copione, propone soluzioni coreografiche abili e intelligenti. Ben congegnato, lo spettacolo è in felice equilibrio tra ironia e dramma.

MIGLIORE REGIA:

DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA adattamento di Franco Cecchi (da Cervantes e Bulgàkov)   allestito dal GAD Città di Pistoia

La regia di Franco Checchi, propone una convincente rielaborazione teatrale di un classico della letteratura spagnola del siglo de Oro, adattata per il teatro negli anni '30 del Novecento da Bulgakov, nella prospettiva della fantasia e della passione per il teatro . La regia mette  inoltre in evidenza, la funzionalità delle scenografie e dei costumi, con complessi incroci scenici elaborati con cura, grazie anche all’impiego di intelligenti metafore stilistiche.

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA

ENZO TOTA nel ruolo di Angelo Baldovino  in IL PIACERE DELL’ONESTA’ di Luigi Pirandello presentato dalla Compagnia dell’eclissi di Salerno

Enzo Tota, molto ben diretto dal regista Marcello Andria ed ottimamente coadiuvato dagli altri interpreti (un po’ ridotti rispetto all’originale del 1917 che si articolava in tre atti), rende in maniera felice l’eroe antagonista della pièce di Pirandello. Angelo  Baldovino, marito e padre formale per coprire la relazione tra Agata Renni e il marchese Fabio Colli, sposato ma separato, rende  con plasticità, finezza, misura ed evidenza  il personaggio di un uomo intelligente, capace di giudicare gli altri con ironia e indulgenza. Enzo Tota rende poi con  grande efficacia la trasformazione del personaggio  da uomo squalificato e  di scarsa moralità a  onesto.

MIGLIORI ATTRICI PROTAGONISTE

VALENTINA AICARDI, SILVIA FREDA e CELESTE GUGLIANDOLO nel ruolo delle tre donne in D. OVVERO LA FIGURA DELLA DONNA NELL’ITALIA DEL ’900 di Simone Schinocca, messo in scena dall'Associazione Tedacà di Torino

La Aicardi, la Freda e la Gugliandolo si segnalano per la freschezza con cui interpretano i personaggi di un gran numero di donne che negli ultimi cento anni della nostra storia  hanno combattuto guerre, fatto rivoluzioni, che sono state mamme, lavoratrici, eroine, campionesse e casalinghe. Le tre attrici, nel loro viaggio attraverso la piccola e la grande storia del Novecento  mettono in evidenza il difficile, molte volte oscuro, percorso di emancipazione delle donne. Utilizzando ora l’ironia ora l’asprezza fanno rivivere in maniera incisiva le piccole e le grandi conquiste delle donne, capaci in un secolo di raggiungere traguardi insperati, sconfiggendo pregiudizi fortemente radicati nella nostra società. Oltre all’interpretazione pulita e intensa, le tre attrici si segnalano per la capacità con cui dosano l'alternanza di momenti drammatici e lirici, rendendo con efficacia  i personaggi interpretati, che sono insieme poetici e  teneri.

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA

NICOLA FANUCCHI interprete di molteplici ruoli    in  NOVE MELE PER EVA di Gabriel Arout (da Anton Cechov), allestito dal TEATRO GIOVANI di Lucca

Nicola Fanucchi, guidato con sapienza dalla regista, si segnala  per la misura e l'ironia  con cui rende, nel testo teatrale  del russo Gabriel Arout, tratto da Cechov, le molteplici parti interpretate. Inserito in una compagine nel complesso affiatata e omogenea, Nicola Fanucchi, rende con un buon senso del ritmo i ruoli importanti da lui interpretati  nell'economia di uno spettacolo  caratterizzato dall’abile mescolanza di tratti caricaturali e umoristici, farseschi e satirici,  grotteschi ed amari, rievocando con sobrietà e nel contempo con forza,  alcuni personaggi delineati nei racconti umoristici di Anton Cechov con mano felice e grande finezza.

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

Rossella Fedi nel ruolo della governante di Alonso Chisciano in  DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA, adattamento di Franco CHECCHI presentato dal GAD di PISTOIA

Nel ruolo della governante l’attrice si segnala per la semplicità, la misura e la freschezza  con cui rende, nella pièce tratta da Cervantes e Bulgàkov, il personaggio di una donna che osserva, con la saggezza popolare venata di ironia che è un po’ l’essenza del capolavoro dello scrittore spagnolo. Inserita in un gruppo affiatato, l'attrice, la cui interpretazione si caratterizza per la precisione dei  tempi recitativi  rivela la capacità di sdrammatizzare con un uso appropriato della mimica e della gestualità le situazioni in cui viene a trovarsi.

 

 

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