mercoledì 26 settembre 2018
29.04.2012 - redazione

Fratelli Carli celebra l'asparago violetto

Da mercoledì 2 maggio fino a fine mese, dieci tra i migliori ristoranti delle province di Imperia e Savona propongono prelibati menù a base del ricercato ortaggio coltivato esclusivamente nella piana di Albenga.

 

Sulle tavole di dieci tra i migliori ristoranti delle province di Imperia e Savona per tutto il mese di maggio il principale protagonista sarà l'Asparago Violetto di Albenga, ortaggio di eccellenza (non a caso presidio Slow Food), autentica rarità e prelibatezza, coltivato solo da pochi produttori della piana ingauna.

Rinomati chef hanno infatti elaborato, ciascuno a proprio modo, ricercati e sfiziosi menù a base di questo particolare e ricercato asparago: prelibatezze che hanno come comune denominatore la presenza dell'Olio Carli, dall'extra vergine delicato, al fruttato e al dop. Da oltre 100 anni Olio Carli si sposa infatti con le eccellenze della tavola, dimostrando di essere un punto di riferimento immancabile per tutti coloro che vogliono unire gusto e genuinità ai loro piatti. Non poteva quindi mancare in una festa così gustosa come quella dedicata all’Asparago Violetto di Albenga. Un'autentica festa gastronomica in onore di quello che può essere considerato il re degli ortaggi.

I menù vengono proposti, a 45 euro (vini esclusi) da mercoledì 2 a giovedì 31 maggio, ad esclusione del sabato e domenica a pranzo.

Questi i ristoranti promotori dell'iniziativa, realizzata in collaborazione con la Fratelli Carli: La Pignese (Sanremo, chiusura settimanale lunedì), Agrodolce (Imperia, mercoledì e giovedì a mezzogiorno), Salvo Cacciatori (Imperia, domenica sera e lunedì), Rocce di Pinamare (Andora, chiuso il mercoledì), Panama (Alassio, mercoledì e giovedì), La Prua (Alassio, no chiusura settimanale), Lamberti (Alassio, lunedì), Sail Inn (Alassio, lunedì), Babette (Albenga, lunedì e martedì a mezzogiorno), Molo (Savona, domenica sera).

L'Asparago Violetto di Albenga viene fornito dalle seguenti aziende: Albenga in Tavola di Marco Ferrero, Luca Lanzalaco di Leca d'Albenga e Marisa Montano di Ceriale.


Il Violetto di Albenga è un asparago unico al mondo, in quanto possiede un patrimonio genetico completamente differente rispetto agli altri suoi simili, con cui ha in comune solo la forma. Di colorazione viola intenso, che sfuma al bianco scendendo verso la base, è impossibile da reperire al di fuori della piana d’Albenga che, con la sua terra sabbiosa, le temperature miti e l’influsso benevolo del mar Ligure, risulta essere il luogo d’elezione per questa particolare pianta. Largamente coltivato fino ad un secolo fa, col tempo il Violetto d’Albenga è stato tralasciato a scapito di altre colture maggiormente produttive.

La resa bassa e la tecnica di coltivazione esclusivamente manuale, uniti all’impossibilità di alternare il Violetto ad altre colture a causa del suo lungo ciclo colturale, variabile da 7 fino a 15 anni, hanno causato una drastica riduzione della superficie coltivata e il confinamento del prodotto al mercato locale. Molti agricoltori stranieri, infatti, hanno tentato di coltivarlo nelle Americhe, in Australia e in Nuova Zelanda, ma finora con scarsi risultati.
Secondo i dati Varpam, nel 1975, il Violetto d’Albenga rappresentava l’11,5 per cento della produzione italiana (427mila quintali) mentre solo 13 anni dopo scendeva all’1,1 per cento (la produzione totale era di 207mila quintali). Una delle caratteristiche genetiche che fa la differenza tra l'Asparago Violetto di Albenga e tutti gli altri è che è "Tetraploide".

Infatti ha quaranta cromosomi. mentre tutti gli altri hanno solo venti. Ecco perché non può incrociarsi con le altre varietà. Non a torto qualcuno lo considera non una varietà, ma una specie a parte.

Oggi, con l’aiuto di associazioni, ristoratori ed agricoltori del luogo, il Violetto d’Albenga sta tornando ad essere un prodotto d’eccellenza, capace di fregiarsi dell’etichetta di Presidio Slow Food. In cucina è particolarmente apprezzato, sia cotto che crudo, per il gusto netto, ma delicato e dolce al contempo; lo scarso contenuto in fibra gli dona una consistenza burrosa e morbida anche nella parte bianca basale che, spesso, viene scartata nei comuni asparagi perché amara e coriacea. Queste peculiarità lo rendono un ottimo accompagnamento a pietanze molto fini, come pesce e carni bianche, oppure il protagonista indiscusso di un semplice pinzimonio accompagnato da qualche delicata salsa.

 

 

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