lunedì 18 novembre 2019
23.07.2012 - Alice Borutti

Accorpamento Imperia-Savona, il PD chiede garanzie per i dipendenti e il taglio dei costi della politica

Giordano: "Chiediamo garanzie per i livelli occupazionali, specialmente dei dipendenti", Vassallo:"l'emendamento che abbiamo richiesto per salvare Imperia con Savona che si unisce non è stato presentato da nessuno dei parlamentari imperiesi", Lanteri: "ci si è baloccati per un anno con l'irreale regione Cuneo-Imperia-Alpi Marittime francesi quando servivano una serie di modifiche anche costituzionali per realizzarla".

Oggi in Provincia il PD ha espresso la propria posizione sulla vicenda dell'accorpamento degli Enti provinciali e sulle preoccupazioni espresse dai dipendenti della Provincia per i livelli occupazionali e per il loro probabile trasferimento.

Presenti Riccardo Giordano, Sergio Barbagallo, Fulvio Vassallo, Alessandro Lanteri, ha subito introdotto la questione il capogruppo Giordano: “sull'Ente Provincia si stanno addensando una serie di questioni per le quali abbiamo ritenuto necessario chiarire la posizione del PD, si sta tenendo una riunione del personale molto partecipata nella quale stanno emergendo problemi che noi avevamo già evidenziato come la necessità di ridimensionare la spesa per i dirigenti la quale pesa fortemente sul bilancio e conseguentemente anche sugli altri lavoratori dipendenti, abbiamo chiesto gruppi di lavoro paritetici ma l'Amministrazione ha preferito fare da sola.

Ora i dipendenti sono molto preoccupati per il riordino e sui criteri ingiusti con cui questo avverrebbe, così come la ripartizione squilibrata dei premi di produzione che rimarcano il privilegio dei dirigenti rispetto alle altre categorie.
Ancora una volta la Provincia non ha voluto affrontare per tempo la questione, peggiorando la percezione dell'Ente presso i cittadini e presso i lavoratori dell'ente stesso.

Della partita dell'accorpamento ci interessa soprattutto la salvaguardia occupazionale dei dipendenti che sono ora in un momento di grande incertezza, sia che ci sia il salvataggio della Provincia in quanto provincia di confine (come deliberato di chiedere al Parlamento la settimana scorsa) sia che non si salvi e si continui con l'accorpamento, serve comunque una maggior trasparenza per far capire ai cittadini dove vanno le tasse pagate anche per i premi di produzione di dirigenti comunali e provinciali.

Serve maggior equità sociale soprattutto in questo momento di crisi”. (Il costo per il personale attualmente si aggira intorno ai 13 milioni di euro n.d.r.)
Fulvio Vassallo: “riorganizzare lo Stato attraverso dei decreti legge, lasciando alle Provincie solo 3 funzioni (ambiente, viabilità e infrastrutture viarie) mi lascia perplesso, si arriva all'eliminazione delle Province per consunzione, invece che attraverso una riforma costituzionale. Abbiamo approvato il bilancio 2 settimane fa, per restare nel patto di stabilità è stato scelto di vendere alcuni “pezzi pregiati” dei beni immobili della Provincia, abbiamo dei dubbi anche inerente la tempistica scelta per questa vendita perchè occorre riuscire a vendere e incassare entro dicembre, ci sono quindi solo 5 mesi per riuscire a realizzare.
La spending review prevede in corso d'opera e con il bilancio già approvato inoltre un taglio di altri 3 milioni, occorrerà verificare come sarà possibile rescindere da impegni di spesa che sono già stati presi. 

La questione del personale è emblematica sotto questo aspetto, dopo il periodo di “vacche grasse” degli anni '80 sono stati fatti investimenti patrimoniali e assunzioni che ora non sono più sostenibili, dobbiamo ripensare a beni come Villa Grock, il Teatro Salvini, Villa Nobel perchè la Provincia non riesce a sostenerle tutte così come sono attualmente impostate, i Comuni dovrebbero occuparsi di più della cultura, ora con la spending review si è costretti a fare scelte che andavano già pensate in passato.

La situazione ora è ingestibile, non possiamo giocarci solo la carta della provincia di confine e chiedere che sia Savona ad essere accorpata con Imperia. Abbiamo mandato l'emendamento ai parlamentari della provincia di Imperia ma per ora nessuno di loro lo ha presentato.
Nel decreto si è inoltre eliminata la competenza della Provincia riguardante l'edilizia scolastica, quando non c'è nemmeno stato ancora l'accorpamento dei comuni sotto i 5000 abitanti, ma come faranno i comuni più piccoli a occuparsene?Le modifiche non devono essere fatte in modo ragionieristico ma calandosi nella realtà del territorio”.

Sergio Barbagallo: “la situazione creata dalla spending review sta facendo gettare la maschera alla Provincia che ha fatto scelte scellerate in passato sulla gestione del personale, sulle ville storiche, sulle società partecipate come la Alpi Liguri, ora la Provincia di Imperia porta in dote a quella di Savona il doppio sei suoi dipendenti e più del doppio dei dirigenti, questo passaggio forzato di riorganizzazione statale sta facendo emergere la mala gestio del centrodestra degli ultimi 20 anni (Amministrazioni Boscetto e Giuliano n.d.r.)”. 


Alessandro Lanteri: “la strada che questa amministrazione ha deciso di intraprendere a riguardo della razionalizzazione delle province è stata alquanto bizzarra, la prima ipotesi di accorpamento nasce sotto l'ultimo Governo Berlusconi, l'Amministrazione Sappa decise di progettare, solo a mezzo stampa, una regione tra Cuneo, Imperia e le Alpi marittime, ci si è baloccati per un anno con questo progetto sulla carta quando la provincia di Imperia ha rapporti ridotti al lumicino.

Non hanno nemmeno curato i progetti di trasporto transfrontaliero perchè la nuova linea tra Francia e Italia è stata seguita dall'ex Sindaco di Genova Marta Vincenzi e dal Sindaco di Nizza Christian Estrosi. Per poter fare la regione transfrontaliera sarebbe servito fare una modifica costituzionale per staccare Imperia dalla Liguria, una modifica costituzionale per staccare Cuneo dal Piemonte, una modifica costituzionale per staccare Nizza dal PACA, una ridistribuzione delle deleghe e competenze, eventuali referendum, eventuali ricorsi, la stesura di un trattato internazionale, ratificare il trattato, recepimento del trattato dall’Unione Europea, stesura del nuovo statuto del nuovo Ente. E' un'ipotesi irreale".

Riccardo Giordano, in conclusione: “la politica deve dare un segnale, non si può continuare a chiedere i sacrifici ai cittadini, chiediamo che tutta la spesa per la politica ossia gli emolumenti per Presidente, Assessori, Consiglieri, che ora si aggira intorno ai 200mila euro annui vengano tagliati dal 25% in su”.
  


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