venerdì 15 novembre 2019
23.07.2012 - Alice Borutti

Anno scolastico e bilancio provinciale a rischio, l'allarme dell'UPI

Come riportato dall'Ansa, il Presidente dell'Unione Province Italiane, Giuseppe Castiglione, ha lanciato oggi un grido d'allarme: "con i tagli previsti dalla spending review non siamo nelle condizioni di poter assicurare l'apertura dell'anno scolastico, metà delle Province andrà in dissesto". 

Problema già ben presente anche in Provincia a Imperia, dove alle preoccupazioni e ai "salti mortali" dell'Assessore al Bilancio Andrea Artioli per far quadrare i conti con le regole cambiate in corso d'opera proprio a causa dei tagli contenuti nella spending review, si aggiungono le perplessità di maggioranza e opposizione per un'ente Provincia che dopo i tagli di Bondi e Monti si ritrova con solo tre competenze, viabilità, ambiente e rete stradale.

E le scuole? le competenze vanno appunto attribuite ai singoli Comuni, così come quelle inerenti la formazione professionale. Un quadro drammatico, considerato che i bilanci comunali sono già ridotti all'osso e che sono diversi gli edifici che necessitano di una ristrutturazione o un'ampliamento, vedi il caso dell'Alberghiero di Arma o delle Volta a Sanremo, senza contare gli edifici mai completati come Villa Magnolie, dove l'interrato è ancora molto lontano dal poter ospitare una palestra.

Situazione comune in tutta Italia, Castiglione ha infatti affermato "dovremo andare dal ministro Profumo a dire che non abbiamo le risorse per gli edifici scolastici"

Castiglione considera il dissesto finanziario come "obbligato":" il decreto legge opera un taglio di 500 milioni di euro per il 2012 e 1 miliardo per il 2013, per quanto concerne le Province, perché considera come consumi intermedi un totale di 3,7 miliardi. In realtà questa cifra considera voci di bilancio delle Province che non sono consumi intermedi ma servizi. Vi è, quindi, un errore nei parametri. Le province dovrebbero operare tagli pari a 176 milioni quest'anno, anziché 500 milioni, e a 352 milioni l'anno prossimo, anziché 1 miliardo". Per restare nei parametri, oltre alle alienazioni già previste in Provincia, si dovranno mettere in vendita anche le azioni Autofiori, le uniche a non avere un costo e a rendere più di 600mila euro l'anno.

Il paradosso infatti era stato sottolineato anche dalla dirigente del settore finanze in Provincia, Cinzia Barillà, nell'ultima I e II Commissione: "si parla di tagliare la spesa lasciando invariati i servizi".

Ma anche la modalità di selezione dei futuri rappresentanti provinciali desta più di un malumore per svariate ragioni tra cui che il futuro Consiglio sarà costituito dai 10 ai 16 eletti tra i Sindaci della Provincia, come se si trattasse di un AATO ristretto, l'altra sollevata anche da Castiglione è che in merito all'accorpamento "devono essere i territori a poter decidere". Inoltre il termine di 40 giorni per procedere all'accorpamento è decisamente ristretto tant'è che l'Upi ha chiesto al Governo "un termine più congruo".


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