venerdì 14 agosto 2020
25.10.2011 - Marco Risi

I Kebab a Porto Maurizio, Giovanni Bonifazio: "siano gli imperiesi a scegliere come magniare e vivere"

IMPERIA- Fa discutere in questi giorni la questione Kebab in via Cascione. L'assessore Antonio Gagliano ha chiesto di vietare l'apertura di nuovi ristoranti etnici nella principale via di Porto Maurizio (Via Cascione). Dura replica di Giovanni Bonifazio di F.L.I

Una riflessione sulle dichiarazioni ai giornali dell’assessore Gagliano su i kebab Il kebab, una moda spopolata in tutta Europa, è diventato il fast food più diffuso, da Londra a Barcellona, Roma, Berlino, Parigi, milioni di persone lo mangiano ogni giorno.

Imperia pur essendo segno della città moderna e multiculturale, un’eccessiva concentrazione di attività commerciali “etniche”, rischia di condizionare fortemente l’offerta e di ghettizzare intere strade cittadine non solo dal punto di vista commerciale ma anche sociale.

Una loro maggiore distribuzione sul territorio e integrazione, laddove sono già presenti, con altre tipologie di attività che rispecchiano pienamente la tipicità del territorio, porterebbe vantaggi alla città sia per la varietà dell’offerta commerciale che per quanto riguarda la composizione sociale dei quartieri e, di conseguenza, l’integrazione nella nostra comunità dei nuovi cittadini.

"Caro Assessore, - dice Bonifazio - la società cambia e, forse anche se lei non vorrà, Imperia è stata colpita dal vento della globalizzazione, portando nuove abitudini e nuove usanze , nuovi piatti e nuove tradizioni.  Continuando con questi atteggiamenti da campagna elettorale di bassa levatura, calpesta i diritti dei suoi nuovi concittadini Imperiesi, in parte voluti dal suo Ministro, che gli ha rilasciato permessi di soggiorno temporanei, automaticamente rinnovabili, senza neppure passare dagli uffici competenti.

Lotti invece per un commercio vero, non solo elettorale, perché Imperia e gli imperiesi possano conoscere meglio questi nuovi amici, piuttosto che limitare e chiedere che alcuni di questi punti commerciali siano chiusi o impediti , cosi non ci si integra ma si creano solo odio e diffidenza. Siano gli imperiesi a scegliere come mangiare o vestire, non sia la politica a imporre usi e costumi a secondo del colore del partito.


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