martedì 17 settembre 2019
12.11.2012 - Alessandra Chiappori

Il ministro degli Interni Cancellieri a Imperia:"la nostra società deve reagire alla mafia"

“Imperia non sarà privata dei suoi presidi di sicurezza - ha annunciato il Ministro insieme alla notizia di una banca dati per il codice antimafia: “È un discorso di consapevolezza che riguarda ciascuno di noi. Non stiamo in silenzio e non diamo immagini distorte di paesi marci. La mafia si combatte levandole l’erba da sotto i piedi: tutti insieme se vogliamo, ce la faremo”

Il Ministro Cancellieri a Imperia

Si è svolto stamane presso l’auditorium della Camera di Commercio di Imperia l’incontro su economia e legalità che ha visto la presenza del Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri. Al convegno sono intervenuti anche il presidente di Confindustria Imperia Alessandro Bocchio, il Magistrato Anna Canepa e il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lobello.

Il Commissario Straordinario di Imperia Sabatino Marchione ha sottolineato l’attenzione del Governo per il territorio ligure, ringraziando anche il prefetto Fiamma Spena, presente insieme alle autorità civili e militari. Marchione ha ricordato a questo proposito “i diversi presidi territoriali che spero non verranno aboliti con la spending review e l’abolizione della provincia di Imperia”. “C’è una crisi politica della città – ha proseguito il Commissario – bisognerà affrontare prossimamente molti problemi tra cui il porto assolutamente da portare a termine come opera volano per il territorio. Imperia rischia di essere una città delle cose incompiute, c’è addirittura una strada con questo nome, l’Incompiuta, e poi si sono la ferrovia e il depuratore per il quale oggi iniziano le operazioni finali. Siamo lieti di portare a Roma, grazie alla presenza del Ministro, le preoccupazioni di questa Provincia, di un territorio e di una comunità intere, per rafforzare la fiducia nello Stato di un territorio particolare e di confine”.

Sullo sviluppo economico e le problematiche di concorrenza equa e occupazione si è soffermato Bocchio, che ha sviscerato problemi come corruzione, concussione, usura, violazione delle norme sul lavoro, presenza di capitali da attività illecite che “infettano il sistema economico e sono attori negativi per la produzione e per lo sviluppo sociale, oltre a indebolire le istituzioni, come si può notare in Riviera”. Il discorso di Bocchio ha toccato anche il sistema mediatico che, secondo il presidente “influenza l’informazione e spesso non è adeguato alle responsabilità a cui è chiamato, oltre poi alla presenza qui in Liguria di una strana mentalità per cui i guai del vicino sono utili a me. Questa è l’immagine distorta di una terra che non si merita nulla”. Il presidente si è soffermato poi sugli attentati incendiari degli scorsi anni, che hanno infettato una provincia sana, e ha parlato di “confusione culturale” e di una spirale del deterioramento sociale e del sistema competitivo assolutamente da fermare. Anche il magistrato Canepa è tornata più volte sulla presenza in Riviera di infiltrazioni e cosche mafiose, che hanno sviluppato propaggini in virtù della ricchezza di questo territorio, fino a intercettare anche componenti della società, basti pensare ai due comuni commissariati per mafia.

“Bisogna affrontare i problemi mettendo a nudo la realtà – ha detto Lobello - le cosche si nutrono del silenzio della comunità, le mafie sono nella società, nell’economia e nelle istituzioni spesso locali. Le forze dell’ordine e la magistratura svolgono un’azione efficace, sono un elemento fondamentale nella repressione e nella spinta al mondo delle istituzioni verso la responsabilità”. Contro la presenza di una criminalità che “corrode la qualità della vita civile e della democraziona”, secondo Lobello si starebbe assistendo a un risveglio delle coscienze al nord, e la Liguria sarebbe una delle prime regioni ad aver accolto questa emergenza: “ci sono forze istituzionali che consentono su questo territorio di superare l’emergenza – ha spiegato, aggiungendo poi - Temiamo le esultazioni per le assoluzionI: è meglio stare in silenzio, è fondamentale perché la regione faccia dei passi avanti, è meglio che non torni indietro su questo”.

Il ministro è intervenuto per ultimo, rassicurando innanzitutto sulla permanenza dei presidi di sicurezza dell’attuale provincia: “Imperia non sarà privata dei suoi presidi di sicurezza perché un territorio di confine, delicato, privarlo dei sistemi di sicurezza sarebbe folle. Ci sarà sì una razionalizzazione delle spese inutili, ma questa è una garanzia che sicuramente non sarà toccata, c’è un grande rispetto di questi temi”. Ha poi proseguito: “questa è una delle parti migliori di Italia, c’è una qualità della vita notevole, la popolazione è sana, spesso vengono confusi il concetto di infiltrazione con il livello civile di questo territorio, che è altamente civile, c’è uno spessore culturale e umano. Le infiltrazioni sono diffuse, i territori ricchi sono appetibili, bisogna considerare che le terze generazioni di mafiosi sono ormai ragazzi laureati, con un livello alto”. Riprendendo Lobello, anche il Ministro ha sottolineato la questione culturale: “non bisogna avere paura di dire le cose e fare tutti sistema, una reazione da parte della società può evitare l’aumento di infiltrazioni. In questo senso quello di Confindustria è un impegno fondamentale, una presa di coscienza e consapevolezza di un problema drammatico che comporta la presenza di un sistema non competitivo: è conveniente agire, parallelamente al fatto etico che sta alla base”.

La Cancellieri ha poi annunciato le manovre del Governo in tal senso: “stiamo mettendo a punto un codice antimafia con una banca dati nazionale, oltre alle certificazioni antimafia: ora tutto il territorio potrà comunicare, sarà la premessa per la costruzione delle White Lists, ci saranno aggiornamenti efficaci. È un discorso non solo repressivo ma di consapevolezza rivolto a tutti i cittadini, riguarda ciascuno di noi. Non stiamo in silenzio e non diamo immagini distorte di paesi marci: il nostro Paese non lo è. Bisogna essere orgogliosi di essere italiani, guardiamo quello che siamo: i nostri problemi li stiamo risolvendo, in Sicilia dopo Falcone e Borsellino si è risvegliata la società civile. La normativa per i beni e i territori confiscati sta diventando più efficiente, la mafia si combatte levandole l’erba da sotto i piedi: si va verso lo sviluppo del Paese, tutti insieme se vogliamo, ce la faremo".

 

Il Ministro Cancellieri a Imperia


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