lunedì 20 gennaio 2020
13.06.2012 - redazione

Imperia: analisi di Indulgenza PRC sulla politica imperiese

lettera di Pasquale Indulgenza, Comitato Politico Federale P.R.C. IMPERIA

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E' un bene che riprenda la discussione pubblica - tra forze politiche, associazioni e cittadini - sul futuro di Imperia, nella prospettiva di un cambiamento positivo e profondo. In questo senso, la riflessione proposta da SEL merita grande attenzione. Per noi del P.R.C. e della Federazione della Sinistra, in modo particolare, dato il riconoscersi della più parte dei nostri militanti, aderenti e simpatizzzanti in un comune campo ideale e valoriale.
Nell'auspicare un pronto ed esauriente confronto nel merito delle questioni poste, facciamo, qui ed ora, alcune considerazioni in riferimento a due aspetti che ci sembrano meritevoli di essere posti al centro delle occasioni di confronto che si daranno. 
1) E' vero che si assiste ad una spaccatura tra la Destra definibile come "scajoliana" ed una Destra che ha interesse ad autonomizzarsi da questa e già fa per muovere una 'sua' proposta elettorale. Ma è anche chiaro, secondo noi, che questa distinzione, che va fatta con grande scrupolo nell'analisi delle dinamiche dei movimenti e delle finalità dell'avversario, deve farci ben capire come il problema dell'alternativa divenga a questo punto di ulteriore complessità, essendo necessario riconoscere (e far riconoscere) gli elementi di continuità che si daranno in campo e l'identità sostanziale delle nuove aggregazioni civico-destrorse che si stanno muovendo in città, non a caso enfatizzando la questione del carattere insopportabilmente feudale del "sistema di potere" di cui sono stati storicamente componenti almeno fino all'altroieri, ormai avvertita dai più dopo le ultime sciagurate ed eclatanti vicende, e sfumando invece sulle questioni di merito delle politiche pubbliche locali (anch'esse ben antiche e dai contorni ben definiti!!!), ambiguamente affidate ad una sorta di nuova co-progettazione con i cittadini.
2)
 Condividiamo in pieno la centralità di una considerazione critica del modello di sviluppo promosso e comandato dalle destre pidielleine, leghiste e postfasciste in questi tredici anni di ininterrotto governo locale, ma dobbiamo anche rilevare che esso, pur forte del consenso ultramaggioritario concessogli dall'elettorato, non si sarebbe potuto imporre in modo così spavaldo se vi fosse stata nel territorio provinciale  una più forte e netta resistenza delle sinistre sociali e politiche e dell'intero fronte progressista ad esso, una diversa, più risoluta capacità di contrastare politiche pubbliche che in definitiva non hanno avuto granché di originale, basate com'erano sulla ben nota filosofia liberista e privatizzatrice che ha dilagato e - ahinoi - ancora prevale in Italia, al livello governativo centrale come nella direzione degli enti locali. Politiche 'giocate' da noi, in un territorio quasi interamente terziarizzato e privato di attività produttive, in primis su investimenti che, chiamando sempre più pesantemente nell'intervento pubblico interessi privati, hanno comportato un enorme consumo di suolo, la cementificazione della costa e della fascia subcollinare, la devastazione dell'ambiente naturale e urbano e continui privilegi accordati alla rendita e alle logiche speculative. 

Per questa ragione, noi riteniamo che il primo problema da porre all'ordine del giorno, nella discussione e definizione di un nuovo modello di sviluppo, del tutto concreto anche ad Imperia, sia quello della ricostruzione di un programma di sinistra coerentemente antiliberista sui suddetti punti, autonomo nella sua forza progettuale, rispetto all'indirizzo 'moderato' e mercatista caratterizzante l'attuale centrosinistra. 
Pensiamo cioè che la questione di un nuovo modello di sviluppo del territorio (ma pure delle relazioni sociali che lo abitano e lo animano) debba essere declinata con la massima urgenza e con la massima chiarezza: che cosa facciamo, per esempio, dell'acqua come bene comune? Quale pubblicizzazione rilanciamo, nei termini della grande vertenza sociale che sarebbe necessario intraprendere, ad un anno da un referendum che tante speranze aveva suscitato nella collettività? Qui, è evidente che ci sono dei nodi grandi e spessi da affrontare, sia dentro il centrosinistra che tra questo e i movimenti di cittadini che ancora si battono per la piena pubblicizzazione, ed essi - è evidente - non possono non riguardare anche la vicenda delle scelte e dei rapporti tra tutte le forze nazionali in campo, così com'è, per fare un secondo, fondamentale riferimento, nel caso delle questioni del lavoro e del welfare, temi che, nel pieno di una crisi che si sta facendo devastante per le classi subalterne e le fasce maggiormente esposte, stanno alimentando il conflitto sociale e le lotte operaie e popolari che riprendono in tutto il Paese e che di certo non possiamo considerare nè secondari nè estranei al confronto politico locale (pensiamo solamente agli ultimi, disastrosi dati sulla disoccupazione e la mancanza di lavoro in provincia). 

E' per questo, in conclusione, che il nostro forte auspicio, già manifestato in precedenti occasioni, è che in via prioritaria sia posta ed affrontata l'esigenza di un raccordo forte tra le compagini di sinistra che perseguono un progetto di alternativa di società, centrato su contenuti forti e qualificanti, e che, quindi, in forza di questa intesa, si provi a verificare la possibilità di valorizzare più ampiamente ciò che di buono, su molti temi, si è riusciti a fare unitariamente, a livello di rappresentanza politica, nell'istituzione locale.


Pasquale Indulgenza
Comitato Politico Federale P.R.C. IMPERIA


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