martedì 21 gennaio 2020
17.06.2012 - redazione

Imperia: Indulgenza PRC sul PUD e polemiche annesse

comunicato stampa

Non intendo qui entrare nel merito della complessa materia del PUD, che ritengo di dover ulteriormente approfondire in tutti i suoi aspetti normativi e amministrativi, ma la polemica intervenuta tra gli ex colleghi Fossati e Zagarella mi spinge, per i toni e il contenuto di certe affermazioni lette, ad intervenire. Nella sua prima nota, Fossati affermava che la "responsabilità" del Piano appena approvato dal commissario prefettizio fosse delle Rappresentanze che, avendo determinato con le dimissioni dei propri componenti l'esaurimento della Consiliatura, non avrebbero consentito una opportuna opera di revisione ("esaminare e modificare") della pratica in Consiglio. Già questa affermazione era viziata da un modo del tutto riduttivo di far valere un preteso nesso di causa-effetto nella valutazione della drammatica e complicatissima vicenda politico/amministrativa cittadina. Ora, con una seconda e puntigliosa replica, Fossati torna alla carica e prende a inanellare una serie di generalizzazioni che francamente, a mio avviso, non sono digeribili, in un adeguato, aperto confronto politico.

Il punto non è costituito dalle singole contestazioni che egli ritiene di muovere su questioni specifiche agite nella comune azione istituzionale, ma il modo di portare le stesse 'sparando a pallettoni' su un 'bersaglio' volutamente grosso: l'intera, passata Opposizione, posta la costruzione di uno scenario da 'safari' in cui sembra che nel corso del tempo egli sia stato, a prescindere dai ruoli ricoperti da diversa posizione, l'unico attore capace, immancabilmente, di produrre critiche e azioni centrate.

"Chi non vorrebbe una minoranza così?", si chiede retoricamente, in termini svalutativi, Fossati, che si riferisce a Zagarella ma prende a far scivolare sofisticamente l'indicazione dell'intero ruolo ruolo consiliare. E incalza: "Chi è il responsabile di questo disastro? Certamente non il Commissario Prefettizio (...): il Commissario si è limitato ad adottare un piano di utilizzo demaniale predisposto ed approvato da altri (la maggioranza uscente) e che altri (i consiglieri dimissionari di PdL, Pd, Lega, Udc, Lista per Imperia, Sel e Rifondazione Comunista, ossia tutti i partiti tranne FLI) hanno scelto di non esaminare e, eventualmente modificare. E arriva a concludere, caustico, che la responsabilità è di Zagarella e dei suoi "colleghi di cordata (bontà sua!) di SEL, Rifondazione Comunista,  PdL, Lega, Udc, Lista per Imperia, che hanno "deciso di far cadere il Consiglio Comunale che avrebbe dovuto esaminare ed approvare il PUD". Fossati, dunque, si premura di ribadire che la colpa di quanto 'sfornato' non è del commissario prefettizio, che si è limitato ad adottare "quanto predisposto da altri" e imputa alle sunnominate Rappresentanze "il disastro". Ma da chi, più precisamente, il Piano è stato trattato, in sede amministrativa? Se esso è quello vagliato dal Sindaco Strescino, che infatti lo 'sbandierava' tra gli argomenti principali a favore della sua 'causa', e dalla Giunta dei "tecnici", che Fossati e Fli hanno sostenuto, come mai è rimasto ed è uscito così, ancor 'bisognoso' di essere "esaminato e corretto" dal Consiglio Comunale?In definitiva, questa modalità sommaria di accusare gli altri mi pare inaccettabile, perché ingiusta e illogica. Ingiusta, perché, ancora una volta, fa finta di non vedere le differenze sostanziali nelle ragioni e nella condotta (anche rispetto alla pratica in argomento) dei singoli soggetti in campo; illogica, perché pretende di validare un proprio ragionamento assumendo come causa di un certo esito amministrativo - il PUD attuale - la decisione di rassegnare le dimissioni dal mandato, contestazione che si potrebbe muovere per ogni altra pratica comunale di cui oggi si volesse discutere. Fino a qualche settimana fa, infatti, erano in evidenza altre questioni: quella della refezione scolastica e quella dell'IMU, data la loro particolare importanza. Altre ancora lo saranno, di sicuro. Ma, dopo alcuni mesi di serrato confronto, ben si capisce che questo schema è talmente rozzo da apparire sospetto.In realtà, la scelta delle Opposizioni di dimettersi (non parlo di quella, autonoma, della ex Maggioranza pidiellina) è maturata in relazione all'esame dell'intera vicenda politico/amministrativa e della sua evidente degenerazione, non certo per 'provocare' effetti specifici sull'iter pratiche particolari. E questo dovrebbe essere prioritariamente riconosciuto, anche nell'ambito di una valutazione critica su una questione di merito. Altrimenti, al posto di un legittimo giudizio di dissenso, si pone una accanita vis polemica che 'fa di tutte le erbe un fascio' e 'spara' dall'alto le sue 'sentenze'.

Pasquale Indulgenza
ex capo gruppo P.R.C. al Comune di Imperia
Circolo "Stenca-Binon" Imperia

 

 


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