domenica 22 settembre 2019
09.04.2012 - REDAZIONE

Imperia: riflessioni sul porto e sulla vicenda politica imperiese

Il rapido precipitare degli eventi politici dopo gli arresti di Caltagirone e Conti, gli avvisi di garanzia seguiti ( e quelli che li hanno preceduti un anno fa) obbligano ad una riflessione che si sforzi di prefigurare per quale scenario futuro sia utile ( x la città) muoversi

Conosco a fondo tutta la vicenda del porto ed ho partecipato in prima persona al confronto e agli scontri che dal 1992 si sono succeduti dentro e fuori il Consiglio Comunale. Anche se dal 2009 non sono più consigliere comunale ho continuato a seguire l’iter del progetto approvato in via definitiva nel 2005 e che già nel 2009 iniziava a evidenziare rilevanti problemi nella sua realizzazione.

L’adesione alla manifestazione di sabato, adesione ideale, congruente con la lunga ed appassionata battaglia per  un altro porto, per la destinazione dell’area interportuale, per il parco urbano, contro il campo da golf, per la tutela degli interessi della città, non deve indurci ad appiattirci su generiche parole d’ordine che ripropongano vecchi schemi ma deve impegnarci ad avviare un confronto sui nodi concreti su cui bisogna misurarsi.

La lunga battaglia politica che le forze di minoranza politica, tutte, e l’associazionismo hanno combattuto dal 1992 è stata caratterizzata da capacità di confronto, impegno serrato e costruito insieme sulle controdeduzioni al progetto, proposte articolate, concrete e di alto profilo – ricordo il convegno sul porto e il parco urbano. Ritengo perciò profondamente sbagliato che questo percorso comune oggi sia interrotto da una manifestazione che vede una parte di queste forze non  partecipe. Forzature da una parte o disimpegno dall’altra non giustificano la mancanza di impegno comune.

Oggi è reale il rischio di non trovare la via concreta politica, progettuale, finanziaria, per concludere con il minor danno e i maggiori benefici possibili per la città, un’opera che fino ad oggi è stata solo spregio al territorio, esempio di irregolarità amministrative e politiche e truffa ai danni del pubblico.

Le importanti ammissioni fatte dal sindaco Strescino e le pesanti affermazioni scritte nella lettera alla città, nella quale parla “ del profondo malessere per cause che mai avrei potuto immaginare e che oggi si presentano in tutta la sua gravità “ e rivela “ di aver compreso solo oggi le condizioni drammatiche che hanno favorito e portato all’attuale situazione” devono, a mio parere, essere tenute in conto. Non dobbiamo dimenticare il clima politico interno all’amministrazione di centrodestra immediatamente precedente l’arresto, con l’insofferenza di molti consiglieri del PdL .nei confronti della possibile revoca della concessione e degli scenari che apriva. Lasciamo certi toni a chi non vuole prendere atto della realtà . E’ indispensabile approvare la delibera consiliare che richieda l’avvio dell’azione di responsabilità civile contro gli amministratori e gli imprenditori sotto inchiesta.

Ma non basta.

E’altrettanto  indispensabile avviare un confronto concreto per individuare strade possibili per sciogliere alcuni nodi:

·        Il bene oggetto della concessione è demaniale; le opere pubbliche a scomputo non sono state realizzate : non c’è la nuova viabilità né la pista ciclabile, i parcheggi sono allagati, la spiaggia costruita con materiale  inadatto, mancano le fognature, il parco urbano esistente è abbandonato a stesso, il nuovo non si intravvede…;

·        Lo schema societario sotto inchiesta, costruito su misura per evitare il fastidio di una gara d’appalto, prevede ad oggi un contratto in cui il privato prende gli introiti al 70% del grosso dei posti barca e della parte residenziale e lascia al pubblico la nautica sociale, le palazzine degli uffici statali e gli oneri di gestione.

·        Subappalti fittizi hanno fatto lievitare i costi. L’esposizione finanziaria, scaduta  è, ad oggi scoperta

Come e chi finirà questo porto ? In quali tempi? Queste domande richiedono un confronto concreto, di tutti, un impegno per il futuro della città . A chi vogliamo affidarlo?

GABRIELLA BADANO


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