martedì 18 giugno 2019
03.03.2012 - Redazione

No Tav: la denuncia e l'appello di Pasquale Indulgenza

Il capo gruppo P.R.C. del Comune di Imperia esprime un suo giudizio sulla lotta in Val di Susa e sulla responsabilità degli attori pubblici verso la crisi generale del trasporto pubblico e il contesto locale

Il Comune di Imperia

Ponenteoggi riceve e pubblica un commento di Pasquale Indulgenza, capogruppo P.R.C. di Imperia, sulla manifestazione No Tav svoltasi stamane nel capoluogo.

Manifesto la mia solidarietà e vicinanza con i manifestanti che stamattina hanno portato in piazza, davanti al Comune di Imperia e all'attenzione del Prefetto, rappresentante del Governo nel  territorio, l'indignazione per quanto sta accadendo in Val di  Susa, dove una lotta popolare che raccoglie consensi crescenti in  tutt'Italia viene contrastata dai poteri dello Stato con una sorta  di occupazione militare e una ormai sistematica e feroce  repressione poliziesca.

Si tratta di una stretta che chiaramente fa parte di una torsione   autoritaria generale, già in atto da tempo al Nord come al Sud contro i movimenti sociali e i lavoratori, che si intende portare  ulteriormente avanti anche e soprattutto al fine di 'governare' il   malcontento popolare che monta per la gestione apertamente  filopadronale e ultraliberista della crisi economica, che ci  consegna - con il suo 'combinato disposto' di inflazione e disoccupazione - diseguaglianze sempre più atroci e lo      smantellamento definitivo dello Stato Sociale, in ossequio ai  "mercati" e ai loro 'desiderata'.

Per quanto riguarda il merito del progetto Alta Velocità in Val di  Susa, nella mia veste di consigliere comunale nella Città    di Imperia, trovo che la cosa più ignobile e fasulla che si vuol far passare, anche grazie ad un lavoro martellante dei  grandi apparati mediatici prontamente messisi al servizio della  propaganda ufficiale, è affermare che esso riguardi un'opera      "strategica", che sarebbe sostenibile e conveniente, in termini   energetici, economici, ambientali e trasportistici per quel territorio e per tutto il nostro Paese. Le cose stanno ben  diversamente, come dimostrano gli studi scientifici -  completamente inascoltati - prodotti dai maggiori esperti nel      campo, oltre trecentosessanta (tra gli altri, il Prof. Ponti del Politecnico di Milano, il Prof. Tartaglia del Politecnico di  Torino, il Prof. Ulgiati dell'Università di Napoli, il Prof.  Mercalli presidente della Società Italiana di Metereologia).

Per venire a noi, "strategico" sarebbe mettere mano al trasporto      ferroviario ordinario, ridotto ad un vero disastro nella più parte del Paese ed anche nel territorio Ligure, con la conseguenza di un isolamento crescente delle nostre province più a Ponente dal resto d'Italia, vere e proprie odissee anche di decine di ore per collegarsi con Genova, Torino, Milano, Roma, condizioni di viaggio spaventosamente insicure e squallide; "strategica" sarebbe una convergente azione dei poteri pubblici istituzionali per dire basta all'abbandono vergognoso in cui viene lasciata la linea ferroviaria che attraversa la nostra provincia e restituire ai      nostri concittadini il diritto alla mobilità che gli è stato  sostanzialmente tolto; "strategico" sarebbe decidere di investire massicciamente sul trasporto pubblico locale in ambito ligure, che è sul punto di scoppiare tra inefficienze e gestioni assurde.

Esattamente il contrario, cioè, di quanto si sta facendo, la cui logica del tendere a "toccare il fondo" apre in tutta evidenza le porte a nuove e definitive privatizzazioni. Ed  esattamente il contrario, ancora, di quanto si ponendo in essere  in altri settori di primaria importanza come la Sanità pubblica e il welfare locale.

E allora chiedo pubblicamente agli attori politici operanti nel   Capoluogo, a quelli impegnati a livello provinciale e a quelli  che hanno incarichi in ambito regionale, a cominciare da coloro  che si riconoscono nel cosiddetto Centro-Sinistra, se la generalizzazione di una lotta emblematica come quella in corso in Val di Susa non dica alla loro coscienza che è venuto il momento di guardare in faccia la realtà e riconoscere la grandissima      ipocrisia che si sta consumando con l'affermarsi di scelte che si   vorrebbe spacciare per rigorose, indispensabili e indiscutibili e che invece sempre più chiaramente i cittadini capiscono, anche assistendo e subendo le inusitate manifestazioni di violenza del potere in atto, essere espressioni di interessi economici e politici specifici, cinicamente favoriti e sostenuti in nome della Ragion di Stato. 

In questo momento cruciale, io trovo che sia una grave resposabilità non prendere la parola per mettere in connessione, con senso critico e onestà intellettuale, il dramma che le comunità della Val di Susa stanno vivendo a causa di quest'opera  costosissima, inutile e distruttiva con la vergognosa situazione di precarietà dei servizi pubblici di trasporto e il nostro      contesto locale, dove in pratica l'unico trasporto che è stato ed è tuttora incentivato caoticamente, con effetti sciagurati per il territorio, l'ambiente e la nostra salute, è quello privato su   gomma.


Commenti

Ivan Pastor il 04-03-12 01:04 ha scritto:
Condivido totalmente.
Aggiungo che la pervicacia dimostrata da questo governo nel perseguire la strada dell'imposizione dell'opera ad ogni costo, assume un sapore sinistro e mette in luce la natura antidemocratica ma anche la paura di non dimostrarsi all'altezza della banda di tecnocrati guidata da Monti.
Ivan Pastor

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