mercoledì 23 ottobre 2019
02.04.2012 - REDAZIONE

Partito Comunista dei Lavoratori: riflessione sulle politiche sociali

Comunicato stampa

Nel corso degli ultimi anni il Governo centrale ( Berlusconi ) ha ridotto in maniera drastica il Fondo Nazionale delle Politiche Sociali. Allo stesso modo sono stati ridotti o cancellati fondi nazionali “di settore”: Fondo Sostegno Locazioni, Fondo Servizi Infanzia ed Adolescenza, Fondo Politiche Giovanili, Fondo per la Famiglia, Fondo Nazionale non Autosufficienti, etc.

L'attuale Governo Monti non ha stanziato non ha stanziato un solo Euro per rimpinguare tali capitoli.

Risulta pertanto essere un problema reale il fatto che la Regione Liguria e gli Enti Locali ( organizzati nei Distretti Socio Sanitari e negli Ambiti Territoriali Sociali ), abbiano ottenuto minori risorse da dedicare al sistema dei servizi sociali e socio sanitari locali ed agli interventi di sostegno al reddito per spese di primaria necessità in favore delle classi sociali più svantaggiate ( disoccupate e disoccupati con figli minori a carico, invalidi civili soli, anziani con pensioni minime, etc. ).

I tagli ai fondi nazionali non devono però costituire un alibi per scaricare sulle categorie sociali più deboli i costi della cosiddetta “crisi”. E' proprio in queste situazioni che dovrebbe entrare con forza in gioco la politica con le sue scelte. Nei pur esigui limiti di un Bilancio Regionale o Comunale

esistono tutte le possibilità “di manovra” per prendere decisioni che non penalizzino ma anzi incentivino le politiche dei settori in questione valutando, in sede di elaborazione dei Bilanci medesimi, quali voci tagliare e quali rendere più cospicue. Successivamente alla stesura ed all'approvazione del documento contabile è inoltre sempre possibile deliberare storni da una voce all'altra dello stesso.

Bisogna, poi, cogliere una tendenza diffusa nelle amministrazioni locali della zona a ridurre progressivamente gli stanziamenti a favore di tali politiche.

Facciamo, pertanto, pubblicamente appello ai partiti che ancora si definiscono di sinistra e che hanno rappresentanti nel Consiglio Regionale od in quelli Comunali della nostra provincia, affinché svolgano un attento ruolo di controllo e di vigilanza in merito. Chiediamo anche con forza ai partiti che si definiscono di “centro-sinistra” e che a livello nazionale hanno abbracciato politiche sistematicamente avverse alle classi popolari, di dimostrare un minimo di sussulto di “dignità” perlomeno a livello locale evitando di perpetuare od essere conniventi anche nelle amministrazioni periferiche, sia da un ruolo di governo che di opposizione, con tali azioni distruttive dei servizi sociali.

Sarà nostra cura, come Partito Comunista dei Lavoratori, vigilare attentamente e denunciare pubblicamente i tentativi di smantellamento ulteriore del Welfare nella nostra Provincia.


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