venerdì 23 agosto 2019
17.03.2012 - redazione

Petizione del PRC dianese a difesa dell'Art. 18.

La petizione si puuò firmare sabato, dalle 16 alle 19, e domenica, dalle 9:30 alle 12:30 in via Genova, ang. via Genala a Diano Marina

Il Circolo Dianese del Partito della Rifondazione Comunista invita i
cittadini a firmare una petizione per la difesa e l’estensione
dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, presso il punto raccolta
firme che sarà presente sabato 17 marzo, dalle 16.00 alle 19.00, e
domenica 18 marzo, dalle 9.30 alle 12.30, a Diano Marina, in via
Genova angolo via Genala.

Il testo della petizione recita:
«Noi sottoscritti/e consideriamo l’articolo 18 dello Statuto dei
Lavoratori una norma di civiltà.
L’obbligo della reintegra di chi viene ingiustamente licenziato è
garanzia per ogni singolo lavoratore ed è al tempo stesso il
fondamento per l’esercizio dei diritti collettivi delle lavoratrici e
dei lavoratori, a partire dal diritto a contrattare salario e
condizioni di lavoro dignitose.
Se l’articolo 18 fosse manomesso ogni lavoratrice e ogni lavoratore
sarebbe posto in una condizione di precarietà e di ricatto permanente,
essendo licenziabile arbitrariamente da parte del datore di lavoro. Se
l’articolo 18 fosse manomesso verrebbero minate in radice le agibilità
e libertà sindacali.
Per questo motivo va respinta ogni ipotesi di manomissione o
aggiramento dell’articolo 18.
L’articolo 18 va invece esteso a tutte le lavoratrici e i lavoratori
nelle aziende di ogni dimensione.»

Spiega il Segretario del Circolo Pierluigi Zuccolo: «Non è vero, come
sostengono molti, che l’art. 18 impedisce ai datori di lavoro di
licenziare un dipendente: quello che viene tutelato è invece il
diritto del lavoratore di non essere sottoposto ad abusi. I
licenziamenti “all’americana”, per esempio perché il dipendente non fa
il tifo per la stessa squadra di calcio del padrone, non sono
tollerabili in una società che si definisca civile. I diritti dei
lavoratori sono il frutto di decenni di lotte, e bisogna che la classe
lavoratrice prenda di nuovo coscienza del fatto che è molto più
numerosa della classe padronale: uniti si può ancora decidere del
proprio futuro, le divisioni invece sono solo a vantaggio dei
padroni».


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