venerdì 15 novembre 2019
19.07.2012 - Giuseppe Picchianti

PRC: che cosa sta succedendo in provincia, in merito all'acqua pubblica?

Per i rappresentanti della Rifondazione Comunista, la delibera che mantiene il profitto garantito dei gestori privati dell'acqua, in votazione oggi nella riunione dei 67 sindaci, è contro ogni rispetto della volontà dei cittadini, come stabilito con il referendum sull'acqua pubblica.

15 giorni or sono, il 28 giugno, l'Assemblea dei Sindaci dell'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Imperia deliberava di eliminare il profitto garantito per i gestori del servizio idrico dalla tariffa del servizio in attuazione della situazione legislativa determinata dalla massiccia vittoria dei SI al quesito n. 2 del referendum abrogativo, che chiedeva appunto la cancellazione dal Piano d'Ambito della cosiddetta 'adeguata remunerazione del capitale investito.

Da informazioni apprese in questi ultimi giorni, risulta che oggi, 19 luglio, sia stata fissata una nuova riunione dei 67 Sindaci della Provincia di Imperia nella quale verrà messa in votazione una nuova delibera che stabilisce l'ESATTO CONTRARIO di quanto deciso due settimane fa: il profitto garantito va mantenuto nella tariffa.

A distanza di due settimane, insomma, i vertici dell'AATO idrico ri-convocano i Sindaci chiedendo loro di fare retromarcia e votare l'esatto contrario, adducendo come motivazione la 'difficile applicazione' dell'esito referendario.

 

Una smentita clamorosa di quanto già deciso, che significa:

1) violare la Legge in vigore

2) espropriare le cittadine ed i cittadini del loro voto democratico

3) aprire le porte alla privatizzazione del Servizio Idrico in provincia di Imperia

4) chiedere a 65 Sindaci (il 28 giugno la delibera fu approvata con il voto contrario di soli 2 Sindaci su 67!) di fare una retromarcia di portata storica.

Come si comporteranno i Sindaci? Asseconderanno questa operazione? La rigetteranno?

In discussione, a questo punto, ci sono insieme sia il rispetto della democrazia deliberativa, l'esito del voto referendario e la Delibera votata il 28 giugno.

Quanto sta avvenendo in sede provinciale e all'interno dell'Ambito Territoriale è la conferma del fatto che la volontà politica e di potere prevalente, in barba alla volontà popolare espressa democraticamente con il referendum, è quella di mantenere ed anzi incentivare la logica privatistica con cui condurre e assicurare la gestione del bene acqua, bene comune per eccellenza.

Alle mosse poste in essere dall'Autorità d'Ambito fanno riscontro le modalità di concreta gestione delle società che attualmente hanno in mano l'approvvigionamento idrico in provincia.

Nel giugno scorso, l'Assemblea dei soci e il Consiglio di Amministrazione dell'AMAT, partecipata che gestisce il servizio nel comprensorio imperiese (che fino a tempi recentissimi si candidava alla gestione dell'intero ciclo integrato sostenendo di averne i requisiti), ha deliberato una riorganizzazione aziendale con la quale, abolita la figura aziendale del Direttore Generale, sono stati assegnati all'Amministratore Delegato Nucera tutti i poteri di gestione che facevano capo alla suddetta funzione. L'Amministratore Delegato viene così a tenere ora tutti i compiti, i ruoli e le responsabilità di direzione, contrattazione e rappresentanza. Il punto è che AMAT è una società a maggioranza pubblica e che il manager in questione è invece il rappresentante del socio privato AMGA. La scelta appare quindi del tutto sbilanciata in senso privatistico e ci chiediamo come l'Assemblea dei Soci ed il Consiglio di Amministrazione, che è stato rinnovato da pochissimo, possano averla fatta. Ma, evidentemente, un certo tipo di cultura aziendalista ha preso talmente piede da rendere facilmente realizzabile ciò che i grandi poteri del settore acqua maggiormente gradiscono ovunque siano entrati nelle ex municipalizzate trasformate in spa.

Per tutte queste ragioni, muoviamo un appello alla cittadinanza affinché si partecipi numerosi all'Assemblea pubblica dell' ATO del 19 luglio (alle ore 9.00, davanti al Palazzo della Provincia di Imperia) al fine di presidiare democraticamente e seguire con la debita attenzione quanto si svilupperà in quella sede.

La battaglia per una vera pubblicizzazione dell'acqua va ripresa con forza nelle istituzioni e nelle piazze, prima che quello che sembrava uscito dalla porta rientri dalla finestra. 


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