sabato 18 novembre 2017
24.11.2012 - REDAZIONE

Primarie del Centrosinistra: "appello al voto per Nichi Vendola"

Le settimane appena trascorse ci permettono oggi di poter scrivere un bel capitolo di un libro speciale, che vorremmo avesse come titolo la Buona Politica, quella del volto umano, che sperimenta sulla propria pelle il gusto del sacrificio e della volontà di molti giovani, di tante donne, di tanti uomini ad offrire anche solo una piccola parte del proprio tempo libero per dedicarlo ad un progetto importante, che vive grazie alla forza della passione e delle idee. Comunicato Stampa.

 “La solita Italia, Oppure Vendola” questo è stato il filo rosso della campagna elettorale per Nichi Vendola in Provincia di Imperia. La solita Italia è quella che oggi tutti quanti noi abbiamo sotto gli occhi, quella per cui i malati di SLA sono costretti a minacciare lo spegnimento delle macchine che li tengono in vita, poiché lo Stato non è più in grado di assicurare loro i sussidi economici. Questa è l’Italia che intona il De Profundis del Welfare, del benessere e della tutela sociale. L’Italia che oggi abbiamo sotto gli occhi vede i lavoratori delle aziende italiane costretti ad abiurare i propri diritti in nome del dio denaro, che sviluppa, sotto le mentite spoglie della produttività e delle performance, la più grande catastrofe dell’umanità, la morte della solidarietà. L’Italia di oggi quando scende in piazza con gli insegnanti e gli studenti vuole gridare lo stato di degrado degli edifici scolastici e riaffermare che la Repubblica Italiana tutela ed incentiva la scuola pubblica.

L’Italia di oggi vede troppo spesso i propri cittadini abbassare la testa e subire le scelte dei potenti perché non c’è più nessuno che tuteli e ponga in essere quei diritti sanciti nelle più importanti carte della storia dell’umanità, come la Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e del Cittadino, la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e la Costituzione Italiana, figlia della lotta partigiana, di coloro che furono definiti “ribelli”, perché fuggendo in montagna, hanno avuto la forza di tradurre in realtà il sogno di un’Italia libera, democratica, rispettosa di tutti ma soprattutto dignitosa perché fondata sul lavoro, sulla fatica.

A tutte queste brutture, che hanno fatto calare una nebbia irrespirabile, davvero tante persone hanno deciso di dire basta. Non vogliamo più quella “solita Italia” che è forte con i deboli e debole con i forti, quell’Italia nella quale si verificano gli omicidi di Stato: il caso Cucchi grida ancora oggi vendetta e brucia, brucia molto. Non vogliamo più assistere alle drammatiche immagini delle alluvioni mortali, tale è lo stupro ambientale in Italia che vede la pioggia come una catastrofe annunciata dalla Protezione Civile. Vogliamo un paese che sia in grado di offrire una politica alle nuove generazioni, affinché tutti possano prendere l’ascensore sociale, senza demandarla ad un giovanotto che vuole fare carriera. Vogliamo un’Italia che possa percepire il profumo dei diritti civili non solo perché la libertà libera dal peccato, ma anche perché è inumano impedire ad un nostro fratello di amare colui o colei verso il quale nutriamo il sentimento più puro e nobile, che ci permette di distinguerci dalle cose, l’amore.

 Vogliamo una politica che sia concretamente seria verso coloro che hanno gravi responsabilità sulla creazione dell’attuale crisi economica, culturale e sociale. “Time is on my side” cantavano i Rolling Stones: oggi è necessario riscoprire, tutelare ed incentivare non solo i tanti giovani, che hanno nel cuore la voglia di cambiamento, ma anche coloro che vogliono gettare il cuore oltre l’ostacolo dell’età che avanza, sono quelle “pantere grigie che fanno tesoro della materia grigia”, così come scrive Federico Rampini.

Non vogliamo più la politica dei compromessi, del “voto utile”, della coalizione allargata, che allontana ed uccide la legge e le aspirazioni morali, siamo stanchi dei sondaggi, di quei numeri freddi che non si curano della vita delle persone, ma che le trattano come voci da inserire in tabelle. Non sopportiamo più quella politica che si leva il cappello davanti al clientelismo. Vogliamo essere concreti attori delle idee di Giuseppe Di Vittorio. Saremo coerenti con le nostre idee solo se riusciremo a far coniugare la politica con il principio della speranza. Ci siamo messi in cammino insieme a Nichi Vendola perché tutto ciò possa divenire realtà.

All’interno del Centrosinistra abbiamo trovato una persona leale e corretta, che davvero è in grado di cambiare questa situazione di stallo. In Nichi Vendola vediamo non solo un volto rassicurante, con il quale iniziare un cammino comune, che possa portare alla definizione di un programma di governo e di unità nel panorama di centrosinistra, ma anche un valido amministratore statale, che ha improntato l’attività amministrativa in Puglia con “disciplina ed onore”, così come scritto nell’articolo 54 della carta costituzionale.

Il 9 novembre Nichi Vendola ha visitato la Provincia di Imperia. Ha incontrato e ha pranzato con i ragazzi e le famiglie del centro SPES di Ventimiglia; a Sanremo ha ricordato come la Liguria sia bella ma triste, una terra deturpata non solo dal cemento, ma anche dalle brutture delle infiltrazioni malavitose; a Imperia, davanti ad un pubblico composto da molti giovani e tanti insegnanti, ha fatto giuramento perchè l’aggettivo “pubblica” vicino alla parola “scuola” non resti tale ma divenga una pietra d’angolo sulla quale costruire la vita e le speranze delle nuove generazioni.

Il 25 novembre alle Primarie del Centrosinistra tutti noi e tutti coloro che vogliono trasformare in realtà questi sogni, tutti coloro che vogliono ristabiliti i diritti, oggi calpestati dalle scarpe infangate di un’economia dal volto disumano, voteremo e invitiamo a votare Nichi Vendola, l’unico candidato di sinistra che può fare molto per ristabilire l’equità e la giustizia sociale. Ponendo una X sul suo nominativo, riusciremo, questa volta sì, ad essere vincitori, perché il “vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare”, così come affermava il Premio Nobel per la Pace, Nelson Mandela.  


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