sabato 16 novembre 2019
23.07.2012 - Alice Borutti

Provincia: dipendenti in rivolta per l'accorpamento, chiedono azioni da parte dell'Amministrazione e dei dirigenti

Oggi nella Sala dei Comuni in Provincia a Imperia si è tenuta un' accesa riunione tra i dipendenti della Provincia, in balia della spending review del decreto 95/2012 del Governo Monti, passato in Consiglio dei Ministri ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. 

Il fantasma dei licenziamenti, della mobilità, del più che probabile pendolarismo se non trasferimento in un'altra città si è concretizzato definitivamente. Il problema dell'accorpamento con la Provincia di Savona porta con se il trasferimento presso altre mansioni e altri Enti come i Comuni o la Regione, per i dipendenti a tempo indeterminato della Provincia di Imperia, nonchè il quasi certo mancato rinnovo dei contratti per i dipendenti parasubordinati (interinali, a progetto, le collaborazioni occasionali e le autonome, nonchè le consulenze professionali).

Il simultaneo blocco delle nuove assunzioni nel pubblico impiego contenuto nella spending review che proroga di fatto quello introdotto da Tremonti nel 2008 limita fortemente anche i posti copribili mediante trasferimento, senza contare che l'accorpamento delle Province avverrà prima di quello dei Comuni al di sotto dei 1000 abitanti pertanto non è ancora possibile stimare se potrebbero servire unità in più nei nuovi Comuni consorziati.

Nella riunione di oggi, alla quale hanno preso parte solo i dipendenti e non i dirigenti, contro i quali sia l'opposizione in Consiglio Provinciale che parte dei dipendenti ha puntato il dito per il non aver rinunciato ai premi di produttività peraltro assegnati con criteri discutibili secondo il PD, è stato deciso di chiedere una manifestazione di volontà da parte degli amministratori, dei dirigenti, e del direttore generale affinchè si riducano gli emolumenti loro attribuiti. 

"Il numero di dirigenti in Provincia è esagerato, in passato ci sono stati sprechi, ma ora non possiamo più permetterceli" hanno affermato alcuni tra i partecipanti, "Non ci interessa se andremo a prendere uno stipendio inferiore anche se i nuovi spostamenti per raggiungere il futuro posto di lavoro peseranno ma vogliamo garanzie per il nostro impiego".
Non si sa ancora se ci saranno uffici decentrati per occuparsi del suolo, dell'ambiente e delle infrastrutture stradali, come prescrivono le nuove competenze residue ai sensi del decreto 95/2012, ma  "non ci saranno grandi risparmi", sostiene il personale che è per la maggior parte a tempo indeterminato (come per legge) "al di là del taglio degli emolumenti per i politici ci saranno solo maggiori costi per raggiungere i territori lontani dalla nuova sede provinciale ancora da decidere".

La settimana scorsa l'Amministrazione Provinciale ha approvato un documento nel quale si chiede ai parlamentari dell'imperiese (Eugenio Minasso, Claudio Scajola, Gabriele Boscetto, Giorgio Bornacin, Giacomo Chiappori) di presentare un emendamento nel decreto sopracitato con cui salvaguardare le Province di confine con uno Stato estero, ma ad oggi nessuno lo ha presentato.

 

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