venerdì 15 novembre 2019
18.10.2012 - V.G.

Quali possibilità per "salvare" la Provincia di Imperia?

Secondo le indicazioni emerse ieri dal confronto tra il Presidente della Provincia Sappa e la Prima Commissione Regionale, si potrebbe optare per un "ridisegnamento dei confini della provincia medesima, nel rispetto di criteri di omogeneità territoriale".

Salvare la provincia di Imperia, o, in subordine, ridisegnare i confini di tutte le province liguri in base a precisi criteri di omogeneità territoriale. E’ questo, in sintesi, il contenuto delle richieste avanzate ieri a Genova dal Presidente Luigi Sappa, nell’audizione dinanzi alla Prima Commissione della Regione, nell’ambito dell’iter burocratico avviato per il riordino nazionale delle Province.

L’audizione, alla quale sono stati invitati anche i sindaci del Tigullio (presenti in massa e con la richiesta di adesione alla Provincia di La Spezia) e il Presidente della Provincia di Savona (assente), doveva servire a chiarire le idee alla Regione, che dopo la delibera in materia del CAL (Consiglio delle Autonomie Locali), nei prossimi giorni dovrà trasmettere al Governo la sua ipotesi di riordino delle Province liguri.

Nel confronto ha avuto grande spazio il Presidente della Provincia Luigi Sappa, che ha ampiamente argomentato le sue proposte sottolineando come la Provincia di Imperia, in quanto confinante con uno Stato straniero, abbia diritto a sopravvivere, come prevede la legge per la Provincia di La Spezia in quanto confinante con altra regione. Sappa, che ha anche ribadito come la semplice unione tra Savona e Imperia altro non sarebbe che un collegamento anomalo tra due soggetti “deboli” e l’istituzione di un territorio in cui sarebbe difficile garantire servizi accettabili alla collettività,   ha inoltre spiegato come, in ogni caso, sia necessario un ridisegno territoriale delle province che non spezzi il territorio regionale in due grandi macro-province (quella di Ponente con Imperia e Savona, quella di Levante con La Spezia e i Comuni del Tigullio). "Questa partizione, che vedrebbe Imperia e Savona con il 58% dei Comuni liguri uniti in una sola entità territoriale – spiega Sappa – comprimerebbe il Genovesato al punto da far quasi coincidere le dimensioni del Comune di Genova con quelle della Città Metropolitana: una trasformazione che di fatto in futuro potrebbe facilitare la cancellazione della Liguria tutta, con un assetto macroregionale che preveda Imperia e Savona con Piemonte e Val d’Aosta e Genova e La Spezia con  Lombardia ed Emilia Romagna. Piuttosto – aggiunge Sappa – mi sembra piu’ sensato pensare a accorpamenti per omogeneità territoriali, con un Genovesato che si allarghi sino a comprendere  il bacino industriale dell’entroterra savonese, e una provincia del Ponente che assembli località costiere e dell’entroterra a forte vocazione turistica, come sono quelle da Ventimiglia lungo la fascia costiera verso Savona. Spero – prosegue Sappa – che tutte le mie osservazioni siano state accolte favorevolmente e mi auguro che la Regione le trasmetta al Governo, come peraltro mi è stato assicurato. Voglio sottolineare che la Regione deve assumersi la responsabilità di una proposta che non suoni mero adempimento notarile, come purtroppo, invece, ha inteso fare il Consiglio delle Autonomie Locali".

Il Presidente Sappa conclude: "La responsabilità politica della Regione di consegnare al Governo attraverso il riordino delle Province una Liguria spaccata in due, sarebbe veramente grave, e potrebbe avere ricadute pesantissime sul futuro del nostro territorio, “offrendone” una parte al Nord Ovest e l’altra al Nord Est e di fatto cancellando l’antica identità ligure. Il riordino, ribadisco, non deve  essere un grimaldello utilizzabile impropriamente per lo smembramento di una regione che ha già notevoli difficoltà di gestione amministrativa e che dovrebbe riappropriarsi delle ragioni che la tengono unita, piuttosto che concedere spazi a chi vorrebbe dividerla". 

Alessio Saso (Pdl), membro della Prima Commissione regionale, commenta: "In considerazione dell’audizione, apprezzata da tutti i presenti, chiederò unitamente agli altri consiglieri regionali della provincia imperiese  che venga inserito nella premessa dell’apposita delibera della Giunta regionale un forte richiamo al Governo perché riconsideri l’incomprensibile mantenimento della provincia di La Spezia solo perché confinante con la regione Toscana, non tenendo in alcun conto il fatto che la provincia di Imperia confina addirittura con un altro Stato".

L’altro consigliere regionale imperiese presente all’audizione di ieri, Giancarlo Manti (Pd), dice: "Noi dobbiamo tenere presente la normativa in vigore, che anche a mio parere presenta elementi molto discutibili. Non ho mai fatto mistero del mio pensiero, favorevole all’abolizione totale delle Province. La normativa del settore purtroppo pone discriminazioni evidenti. Sarà mia cura perseguire in Consiglio regionale, a fronte delle nuove disposizioni di legge, tutto ciò che favorisce il territorio del Ponente ligure".

Tra una settimana, giovedì 25 ottobre, Luigi Sappa incontrerà il personale della Provincia di Imperia per illustrare gli ultimi sviluppi della questione, con i relativi risvolti che riguardano i dipendenti dell’Ente. All’appuntamento parteciperà anche il Presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza.

Un’ analoga riunione ci sarà il giorno successivo, venerdì 26 ottobre, alla Provincia di Savona. 


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