mercoledì 20 novembre 2019
12.09.2012 - REDAZIONE

Sanità: la risposta di Antonello Ranise a Rifondazione Comunista

Antonello Ranise, ex Assessore Politiche Sociali ed ex Presidente Distretto Socio-Sanitario 3 risponde alle critiche avanzate da Rifondazione Comunista in ordine alle problematiche del comparto sanità. Comunicato Stampa

"Leggo l’intervento del partito della Rifondazione Comunista, in risposta ad alcune mie dichiarazioni,  che contiene alcune osservazioni anche condivisibili, mentre altre mi paiono francamente inaccettabili. Ciò che però emerge, a mio avviso, è che si sta ancora una volta facendo confusione e sbagliando obiettivo. Mi si deve dare atto di non aver fatto sconti né alla politica del governo Monti, né a quella del governo Berlusconi, se del caso, e non per demagogia, ma per conoscenza del problema e del territorio. La commissione Sanità del PDL ha più volte affrontato il problema dei tagli alla sanità in modo propositivo, critico, senza campanilismi.

Qual è allora il problema principale che sta alla base di tutti gli altri, compresi quelli identificati dal PRC? Lo si dica senza ipocrisie: è l’ Amministrazione Regionale che  non deve più sottrarre risorse al nostro territorio, in quanto bisogna semmai prima riequilibrare le risorse nelle quattro ASL liguri, e non colpire ancora la nostra ASL, tuttora  la più penalizzata. Insomma, è vero che ci sono meno fondi, ma non è vero che non si possono impiegare meglio. Si vadano ad analizzare le diverse realtà ospedaliere liguri, in particolare nel genovese, e ci si renderà conto come sarebbe possibile razionalizzare e risparmiare in modo più equo.  

Se è vero che i piccoli ospedali costano e non sono al passo con i tempi, data anche l’enorme spesa nel settore tecnologico, perché questo deve valere solo per la nostra provincia, dove tra l’altro la stessa conformazione del territorio e la conseguente viabilità complicano ulteriormente l’accesso alle strutture? Mi sembrano considerazioni molto semplici e condivisibili, peccato che non fa comodo dirle per ovvi motivi di colore politico…

Comunque sia, non è certo questo il momento della propaganda: a questo proposito lancio un appello a tutte le forze, politiche e non, di qualsiasi schieramento, affinché ci si possa incontrare per elaborare una strategia comune per tutelare a tutti i livelli la sanità della nostra provincia e della nostra città.  Sbagliato infine criticare i “Palasalute“, che miglioreranno l’accesso e la qualità dei servizi, in sinergia ovviamente con i poli ospedalieri. Se non si interviene con decisione, avremo perso un’altra occasione per tutelare la salute di tutti i nostri concittadini.  

Diventa allora cruciale: 1) Difendere il personale e la spesa  ad esso destinata. 2) Preservare l’ area dell’emergenza-urgenza, con le strutture ad essa afferenti. 3) Razionalizzare la medicina cosiddetta “ di base”, spesso sovraccaricata da esami talora inutili o superflui. 4) Difendere le professionalità esistenti nel campo della medicina “d’elezione”, articolandone l’offerta. 5) Potenziare l’assistenza domiciliare ( ADI ), della massima importanza data l’incidenza di malati cronici e anziani. Questo, lo ripeto, è l’unico modo per combattere le fughe verso il cuneese, la Francia ed altre regioni del nord Italia."


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