martedì 18 giugno 2019
05.06.2012 - Donatella Lauria

Benessere con la Lilt: il cancro si uccide a tavola

Il primo intervento del dottor Claudio Battaglia, presidente provinciale Lilt e responsabile del reparto di Senologia clinica presso l'ospedale di Sanremo, prende in esame la giusta e adeguata alimentazione per cercare di prevenire il male del secolo.

D.: Visto il notevole interesse dei nostri lettori su alcuni argomenti di salute, abbiamo chiesto al Dott.Claudio Battaglia di parlarci di alimentazione in rapporto alle malattie tumorali. Insieme abbiamo pertanto deciso di iniziare questo ciclo proprio con la tematica della alimentazione nei suoi rapporti con le malattie tumorali.

Esistono delle raccomandazioni di prevenzione e quindi di abitudini di vita per la prevenzione dei tumori?

 B. : Si, ovviamente e ve ne sono diverse, noi cercheremo di chiarire la parte di queste indicazioni che riguardano l’alimentazione ed i vantaggi di un corretto stile di vita individuale.

La prevenzione, dunque, funziona e l’altra grande svolta storica di inizio millennio, la decodificazione del genoma umano, lo ha confermato. Lo studio del DNA ha infatti spiegato e rafforzato i dati che l’epidemiologia ha raccolto per anni. L’alimentazione rappresenta forse l’esempio più evidente. Eravamo certi che il cibo è responsabile di una larga quota di tumori e sapevamo che alcuni alimenti, come la frutta e verdura, hanno un valore protettivo, ma non sapevamo perché. La lettura del genoma ci ha permesso di capire che questi cibi contengono  sostanze in grado di proteggere i nostri geni da mutazioni che trasformano cellule sane in cellule tumorali.

 D.: Questa è la conferma che il cancro è una malattia genetica?

 

B.: Si. Genetica ed ambientale: è dovuta cioè a mutazioni che si producono nei geni a seguito di un danno del DNA. Questo danno può provenire dall’ambiente esterno (fumo di sigaretta, radiazioni ionizzanti, sostanze cancerogene come l’amianto e i virus) o dall’ambiente interno del nostro organismo, in realtà anche la situazione dell’ambiente interno dipende dall’interazione di elementi esterni a cui non possiamo rinunciare per vivere, i cibi che mangiamo e l’aria che respiriamo, con i geni che governano le nostre funzioni vitali. Da qui l’importanza fondamentale della prevenzione: evitando sistematicamente l’esposizione ai fattori esterni riduciamo drasticamente il rischio di ammalarci. Da qui anche l’importanza dell’alimentazione: sappiamo che non più del 4% dei tumori è dovuto a ciò che respiriamo (dunque all’inquinamento atmosferico), ma ben il 35% è dovuto a quello che mangiamo!

 

D.: Ma come mai i consigli “alimentari” per lo più sono al negativo: evitate questo, eliminate quello, niente grassi, niente zucchero, carne, alcol, caffeina e così via?

 

B.: La medicina moderna, ironicamente, offre una prospettiva contraria a quello che dovrebbe essere; solitamente, infatti, è solo dopo che una malattia si è sviluppata che i pazienti ricevono dal proprio medico dei consigli sulla alimentazione. La maggior parte dei medici in effetti è scarsamente informata o conosce poco o pone poca enfasi sui fondamenti scientifici del legame tra salute e cibo, mentre i pazienti e la gente in generale, sono ansiosi di ricevere simili consigli e divorano tutte le informazioni esistenti su antiossidanti, composti fitochimici e altre sostanze presenti negli alimenti.

In realtà è giunto il momento di esaminare in modo informale la storia che si cela dietro gli alimenti, le spezie, le bevande, di comprendere in modo semplice di come la cospirazione messa in atto dalla genetica e dalle cellule provochi e favorisca la propagazione del cancro nell’organismo ed infine come le sostanze presenti negli alimenti possiedano la capacità biochimica di prevenire, contrastare e invertire i meccanismi che favoriscono lo sviluppo di questa malattia.

 Per fare questo cercherò di essere semplice e sintetico, ma chiunque voglia approfondire gli argomenti può scriverci alla e-mail info@legatumorisanremo.it o collegarsi al nostro sito.

 Anzitutto è bene sottolineare come vi sia una sostanziale sfasatura tra il regime alimentare in Occidente ed Oriente e questo sia la base di come il 35% di tutte le neoplasie sia direttamente collegabile al regime alimentare degli individui. In Occidente, dove mangiare è generalmente considerato come un atto innanzitutto destinato ad apportare all’organismo una fonte di energia essenziale per la sua sopravvivenza, l’alimentazione è concepita come un rifornimento in calorie e vitamine. Al contrario, in Asia l’alimentazione è sempre stata associata al mantenimento della salute, quindi l’apporto di alimenti essenziali per colmare i bisogni energetici non può essere effettuato a discapito del benessere fisico e mentale. Quindi:

  • Occidente: proteine e grassi di origine animale, come carne rossa e i prodotti caseari (mentre gli alimenti meno ricchi di calorie, come la frutta e verdura, occupano un posto limitato).
  • Oriente: alto consumo di frutta e verdura, sorgente di proteine soprattutto leguminose, in particolare la soia, oltre che pesce.

 Cito un esempio per tutti, quello di uno studio americano effettuato su 900.000 individui soprappeso con conseguente  aumento di tumori dell’ endometrio (utero), mammella, colon, esofago e rene.

 A dispetto di queste statistiche preoccupanti la pubblicità che veicola messaggi nutrizionali scorretti e la ristorazione rapida sono sfortunatamente omnipresenti e prendono di mira, purtroppo, un pubblico sempre più giovane, di adolescenti e bambini.

Noi tolleriamo con rimarchevole passività questo martellamento promozionale di tripli hamburger giganteschi e litri di bevande gassate con spuntini di grassi e altri prodotti costantemente pubblicizzati nelle ore di grande ascolto televisivo. Accettare la propaganda di questo tipo di alimentazione significa rassegnarsi a stanziare somme considerevoli per curare i problemi di salute delle future generazioni. Bisogna smettere di considerare il cibarsi come un’azione strettamente destinata a saziare la fame e priva di conseguenze per la salute.

 Quello che cercheremo di fare, nei nostri incontri, non sarà solo di confortare il ruolo ormai assodato della frutta e verdura come componenti fondamentali di qualunque dieta alimentare destinata a combattere il cancro, ma anche, tenendo conto di nuovissimi dati scientifici, di spiegare come la natura dei frutti e della verdura giochino un ruolo fondamentale  altrettanto importante rispetto alla quantità consumata, perché certi alimenti costituiscono delle fonti privilegiate di molecole antitumorali.

 Per questi motivi dedicheremo gran parte del prossimo incontro a capire “che cosa è il cancro”, cioè impareremo a conoscere una cellula cancerosa e le motivazioni che la spingono ad invadere i tessuti circostanti e a crescere tanto da minacciare la vita di una persona, scoprire ciò che le permette di svilupparsi e, cosa ancora più importante, identificarne le debolezze al fine di  poterci meglio difendere.


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