lunedì 19 agosto 2019
31.05.2012 - Donatella Lauria

La Federazione Italiana pubblici esercizi di Imperia: no a sagre e festini

Da una ricerca nazionale di FIPE risulta che le sagre stanno dilagando, ognuno si inventa le cose più strane, sono troppo frequenti e penalizzano fortemente gli incassi dei ristoratori.

La FIPE della provincia di Imperia in merito alla grave problematica della concorrenza sleale apportata dalle sagre agli esercizi di ristorazione e ai vari articoli apparsi sugli organi di stampa intende comunicare che da anni denuncia (agli Enti competenti e anche con l’organizzazione di convegni) una situazione sempre più insostenibile soprattutto inquesto periodo di fortissima crisi economica che vede una fortissima contrazione dei consumi da parte delle famiglie.

Da una ricerca nazionale di FIPE risulta che le sagre stanno dilagando, ognuno si inventa le cose più strane, sono troppo frequenti e penalizzano fortemente gli incassi dei ristoratori in media del 25% e fino a punte dell’80%. Inoltre, il tutto avviene senza nessun tipo di controllo igienico-sanitario creando una concorrenza sleale verso i locali che devono rispettare invece una serie di normative fiscali, igienico-sanitarie e di sicurezza.

Come già denunciato dal nostro Presidente Nazionale Lino Enrico Stoppani, oltre al regime forfettario che già di per sé è un’agevolazione ingiustificata, chi organizza sagre e feste di partito non è tenuto a tenere bilanci a norma di legge, ciò significa che le entrate e le uscite sono elencate solo in un rendiconto economico ad uso interno: niente di più allettante per chi intende evadere o mascherare attività di somministrazione, anche di fronte a qualsiasi blitz fiscale.

Il problema non sono le sagre in sé, perché quelle che hanno radici storiche o significato religioso sono anzi un valore aggiunto. E che FIPE sia a favore di ciò lo prova l’accordo firmato nel 2010 a Roma con l’UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia) per tutelare le sagre “autentiche” che valorizzano le tradizioni culinarie italiane. La sagra deve esaltare e promuovere il prodotto e il suo legame con il territorio. La ristorazione diventa poi lo strumento della trasformazione e della valorizzazione di quel prodotto da poter offrire durante tutto il corso dell’anno. Solo così si può esaltare la vera gastronomia locale.


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