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17.03.2012 - ALESSANDRO GIACOBBE

"Oscar" allo sport imperiese: alcune considerazioni

L'Oscar dello Sport imperiese. Una manifestazione riuscita e partecipata della quale ha ben riportato la nostra collega Alessandra Chiappori. E di lì il grido di dolore di presidente del Coni provinciale Ivo Bensa. Società sportive in difficoltà, sostegno allo sport mancante, lavoro dei volontari che rischia di essere vano. Bensa vede in pericolo anche l'appuntamento dell'Oscar dello Sport, ora ospitato dalla sala della Camera di Commercio. E minaccia le dimissioni. Ivo Bensa è sportivo autentico e passionale. Però non è una manifestazione in più o in meno che salva lo sport imperiese, riflesso minore di una realtà nazionale.

Basti pensare a quello che succede quando si fonda una Associazione Sportiva Dilettantistica (si sottolinea dilettantistica).  Si paga. E non poco. A chi ? Al Registro, all'agenzia dell'entrate... più di 150 euro per depositare statuto, nome, presidente ed avere un codice fiscale. Bel modo di aiutare il mondo dello sport. Paghi prima ancora di cominciare. E poi, di riflesso, ecco la polverizzazione delle società, che nel calcio locale spesso appaiono come “squadre di famiglia”. Però lasciamo perdere il calcio. Lo sport non è solo quello. Il governo attuale, fatto di persone che,  a ben vederli, non hanno nulla a che spartire con un presente od un passato sportivo, troppo occupati ad obbedire a qualcun altro, non fa niente per lo sport, non progetta nulla. Si parla di un “liceo sportivo” per agevolare gli studenti che fanno sport. Perché ? Gli altri non ne devono fare ?

Si sa bene che in Italia si sta troppo tempo a scuola, parcheggio di nullafacenti e ci si apre poco al mondo del lavoro e dello sport. In una parola sarebbe ovvio avere una libertà totale ed assoluta delle società sportive dilettantistiche con possibilità di sponsorizzazione esentasse per tutti fino ad una certa quota, con onorari esentasse per chi fornisce il proprio impegno professionale e per gli atleti, anche giovanissimi.

La fame fa correre. Una volta le difficili condizioni di vita spronavano i giovani a tentare la via dello sport per trovare una esistenza migliore. Ora ci si è piegati al nulla, perché anche nello sport non appaiono prospettive. Però, quanto ne guadagnerebbe la pace sociale, la sanità, la crescita mentale ? Quanto, in Liguria occidentale, guadagnerebbero le strutture locali se ci fossero impianti degni e liberi per ospitare società e sportivi provenienti da paesi freddi, alla ricerca del benefico sole della Riviera ?

Qui lo sport ci può essere tutto l'anno, all'aperto. Non dimentichiamolo. 


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